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Origine del cognome Mestrio, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Araldica della famiglia: Mestrio
Corona nobiliare Mestrio
Due erano in Cormons le famiglie del Mestri; l'una insignita del titolo di barone, l'altra di quello di conte. Esse, in origine, facevano uso della stessa insigne (la capra), ed è assai probabile che fossero due rami di uno stesso ceppo. Manca la prova del loro attacco. La famiglia baronale si estinse nel secolo XIX; la comitale fiorisce ancora a Medea. Le prime notizie su quest'ultima risalgono ad un Cosolo, o meglio Bernardino detto Cosolo del Mestri, il cui nome ricorre in atti del 1524, 1533. Si sa di lui che il 1 sett. 1543 l'imperatore Ferdinando dal castello di... Continua
Zuoyma gli concedette lo stemma della capra, che forse era già usato dalla famiglia, nonchè, sopra un elmo chiuso, il cimiero della capra nascente di nero, accompagnata da due ali, la destra troncata di rosso e d'argento, e l'altra troncata d'argento e di rosso. Con diploma dato da Graz il 27 luglio 1594 l'arciduca Carlo d'Austria insigniva della nobiltà degli Stati arciducali i fratelli Giorgio, dottore, Bernardino e Francesco del Mestri, figli di Bernardo, e nipote del capostipite Cosolo, sostituendo l'elmo chiuso del loro stemma con uno aperto sormontato da corona d'oro. Di codesto Giorgio si sa che, laureatosi allo studio di Padova in diritto civile, passò a Perugia per applicarsi al diritto imperiale, dove, il 17 giungo 1571 ricevette la laurea dottoriale. Nominato dall'arciduca Ferdinando nell'anno 1576 pretore a Rovereto, sostenne per due anni la carica assegnatagli con tanta dirittura, che invitati, secondo l'uso, gli abitanti a presentare dopo la sua partenza i loro reclami contro il suo operato, nessuno trovò motivo di farlo, e i principali cittadini di rovereto, a riconoscimento e ricordo della sua saggezza, fecero esporre le sue armi gentilizie in luogo pubblico. Ritornato a Cormons, fu costantemente eletto assessore del tribunale dei nobili, ed incaricato di rivedere il testo della riforma delle costituzioni locali. Nel 1591 l'imperatore Rodolfo II lo faceva iscrivere nel patriziato goriziano. Gio. Vito (n. 1588), figli del precedente e della nobile Laura de Puppi di Cividale, sostenuti con onore i pubblici incarichi affidatigli, fu nominato consigliere cesareo di Ferdinando II con diploma 22 giugno 1630, e di Ferdinando III con altro diploma 11 giugno 1652, 11 marzo, Anna Maria di più avanti, è ricordato che Gio.
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Stemma della famiglia: Mestrio

Blasone della famiglia

Inquartato; nel primo e quarto d'oro all'aquila di nero, la prima rivoltata; nel secondo e terzo d'azzurro a due pali d'oro; sul tutto di rosso alla banda di argento, carica di una capra di nero, linguata di rosso, posta secondo la pezza.
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