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Origen del apellido Miccini, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili
Heráldica de la familia: Miccini
Corona de la nobleza Miccini Famiglia originaria di Todi, di antica e nobile tradizione, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia. La cognominizzazione è anteriore al XVI secolo e dovrebbe essere una patronimia derivata dal nome medioevale Piccinus. Un Angelo Miccini nel 1765 ottenne per se e discendenti l'ascrizione alla nobiltà cittadina. La famiglia è iscritta nell'Elenco Nobile Italiano col titolo di nobile di Todi (maschi e femmine), in persona di Tito Livio, di Francesco, di Elpidio Luigi, di Bartolomeo, di Angelo. Fratelli: Renato e Noemi in Lomiry Massara. Matilde, di Scipione, di Bartolomeo, di Angelo. Sorella: Adele. Altro ramo. Originaria di Perugia,... Continuaráportata in Napoli da Ulisse e Fulvio, valorosi capitani, il secondo de' quali fu aggregato alla nobiltà di Lucera ed graduato di 60 some di terraggio. Estinta nella famiglia Candida. La famiglia alzò per arma. Inquartato; nel primi e quarto d'azzurro, al leone d'oro; nel secondo e terzo fasciato ondato d'argento e di rosso. Altro ramo. Questa famiglia, a dir dell'Amayden, era sicuramente comprese tra quelle raccolte nel Libro d'oro del Campidoglio. Dalla bibliografia documentata sui manoscritti della Vaticana può rilevarsi il numero relativamente esiguo delle memorie riguardanti le famiglie romane, se si tralasciano le fonti sospette del Ceccarelli, del Fanusio, del Metallino le cui favole furono in parte accettate dal Iacovacci. Constatando che non esiste un Nobiliario romano, ma trovasi nell'Archivio Segreto della Santa Sede un imponente volume dal titolo "famiglie ascritte al libro d'oro del Campidoglio". Infatti il libro è andato perduto a causa della malevola azione del tempo, ma, in base all'elenco datoci da Benedetto XIV nella sua costituzione Urbem Roman del gennaio 1746, Pio IX, il 2 maggio 1853, ordinò la rinnovazione del Libro d'Oro, fatto per cura di una congregazione araldica capitolina. L'elenco delle famiglie ascritte al Libro d'Oro conservato nell'Archivio Vaticano, è molto esteso perché abbraccia anche le famiglie patrizie estintesi da secoli. La famiglia ebbe nobiltà riconosciuta tra il 1600 e il 1700 anno in cui Teodoro Amayden eseguì le sue ricerche e compose " Ragguaglio di tutte le nobiltà delle famiglie antiche et moderne di Roma... et famiglie straniere. Fondo Vaticano n.7957, fol. 58".
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Escudo de la familia: Miccini

Blasòn de la familia

D'azzurro a due spade di argento guarnite d'oro, addossate e decussate all'ingi
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