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Origen del apellido Mussobua, país de origen: Italia

Nobleza: Conti - Nobili
Heráldica de la familia: Mussobua
Corona de la nobleza Mussobua
La presenza di questa casata in Tortona sin dai primi decenni del XII sec. già in posizione preminente e nel novero delle famiglie nobili ivi viventi nel 1140 induce a supporli una diramazione di Lanerio, consorti dei conti d'Acquosana d'origige manfredinga, dispersisi nelle lotte contro i marchesi di Monferrato, Asti e Alessandria; è una supposizione,ripetiamo, che ulteriori ricerche potrebbero appurare o quanto meno accertare origini insospettate: di Musso, Mussi coevi ve ne erano ad Asti, Genova, Novi, Novara, Vercelli, Voghera, ricordati quest'ultimi dal Cavagna Sangiuliani nel suo "Agro Vogherese". Le distruzioni di Tortona del 1155 e 1163 costrinsero le principale... Continuará
famiglie patrizie ad abbandonare la città e fra questi i M. che, aderendo all'invito dei consoli, nel 1165 rientrarono in patria; un decennio dopo Gandolfo M. è eletto console e rieletto nel 1181 anno in cui i signori di Grondona con atto del 12 aprile 1181 e 3 settembre 1185 relativi alla sottomissione dei signori di Montemarziano e di Grondona al comune di Tortona; nella convenzione stipulata il 10 luglio 1183 tra iconsoli ed ilvescovo di Tortona in merito alla terra di Dernice, per la quale si ritiene vi fossero state in precedenza delle divergenze, presenzia come teste il predetto Gandolfo e tale appare in numerosi altri atti; rieletto per la terza volta console, il 2 settembre 1190 assegna con i colleghi in sede giudiziale ai canonici di Tortona, beni tenuti a lavoro dai fratelli Scaripolo; alla Credenza, di cui era membro, il 29 gennaio 1191 Gandolfo delibera in merito ad un mutuo che il Comune contrae con Guarnerio Beccardia; il già menzionato Cassano è pure teste in atto del 30 agosto 1194 con cui i marchesi Malaspina consegnano alla Chiesa tortonese la decima dei pedaggi loro spettanti; un altro mutuo concordato tra il Comunee i fratelli Loterengo è approvato alla Credenza da Gandolfo l'11 maggio 1198 e con cassiano, anch'esso credendario, il 27 agosto 1198 sottoscrive la cessione al comune di Genova di ogni diritto su Gavi e Parodi; gli stessi promettono di osservare i capitoli di pace stabiliti il 27 marzo 1199 dai consoli pavesi in merito alle controversie col comune di Genova; nel 1200 Frqncesco M. era canonico della cattedrale di Tortona; ancora console nel 1202, Gandolfo e colltrattato di alleanza tra i comuni di Tortona ed Alessandria conchiuso due giorni prima in quest'ultima città; Anselmo di Arquata, suo figlio Nicola, Rolandao, Oberto, Giovanni figlio di Nicola, Girardo Pietro di Tagliolo, Rufino tutti M. sono citati in atti di vendita, donazioni, permute riprodotti nel Cartari di Rivalta dal 1192 al 1257; Enrico, credendario, sottoscrive il trattqtodi pace, alleanza e cittadinanza reciproca, siglato il 28 marzo 1208 tra i consoli tortonesi e quelli alessandrini; il 31 luglio 1210 Assalito di Mongiardino si sottomette al comune diTortona: in atto vi appaiono Rufino come Fideiussore e Gandolfo come teste.
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Escudo de la familia: Mussobua

Blasòn de la familia

D'azzurro a due branche di leone di argento, armate e recise di rosso, poste in croce di S. Andrea.
Roti, Roti Michelozzi o Ruoti. Fonte: "Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana di V. SPRETI" vol. V p.386.
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