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Origem do sobrenome Naprini, país de origem: Italia

Nobreza: Conti - Nobili
Heráldica da família: Naprini
Coroa de nobreza Naprini La famiglia, proveniente dalla Corsica, vanta antichissime tradizioni. Notizie esatte documentate, si hanno sugli albori del 1200, allorché Girolamo Naprini nel 1230 si distinse nella difesa del castello di Petrignano, contro il conte d'Anversa. Nel 1320 Salvatore Naprini fu capitano ghibellino e, nel 1387, Girolamo dovette fuggire da Viterbo, avendo parteggiato per i Vico, signori di quella città; rifugiandosi a Montalto di Castro diede origine ai Naprini-Montalto. Dal ramo principale, rimasto a Viterbo, emersero personaggi eminenti come Giovanni Antonio, che lo storico Feliciano Bussi chiama "Dottore insigne" che fiorì intorno al 1410, che visse alla Corte del pontefice Giovanni XXIII,... Continua

ottenendo da questi l'investitura della contea di Petrignano (15 luglio 1414, Archivio segreto vaticano, lib. VII, n. 118, pag. 157). Il ramo di Viterbo si estinse in Roma intorno al 1500, con Girolamo Aurelio, Falcone Adriano e Teodoro, figli di Costantino, i quali nel 1517 vendettero il loro palazzo in Roma in Borgo a Raffaello Sanzio come da lapide al palazzo in Piazza Scossacavalli. Dal ramo di Montalto emerse Pacifico, capitano di Viterbo. I nipoti di costui, Gabriele e Domenico, di Mercurio Naprini, tornarono a Viterbo nel 1550. Domenico, nato il 14 dicembre 1750, morto nel luglio del 1823, figlio del capitano Carlo fu letterato giurista, gonfaloniere e subì la persecuzione come tenace giacobino, durante la rivoluzione francese. Emigrò a Parigi, fu amico del principe Luciano Bonaparte seguendolo nel principato di Canino ed ottenne la nomina a guardia d'onore dell'imperatore. Fu suo figlio Carlo, da cui Pacifico e Francesco. Pacifico prese parte attiva a tutto il movimento politico liberale, combatté col fratello alla difesa di Vicenza. Il 16 novembre 1848 prese parte, giusta intesa col principe Carlo Luciano Bonaparte, all'assalto del Quirinale che determinò la fuga di Pio IX a Gaeta. Sempre col fratello prese parte ai combattimenti di Porta Cavalleggeri e Porta S. Pancrazio, ed il 13 marzo 1849, in obbedienza agli ordini di Giuseppe Garibaldi, fece saltare il Ponte Milvio. Francesco morì alla difesa del Gianicolo il 21 giugno 1849. Da Pacificio si ha l'attuale generazione. La famiglia è iscritta nel Libro d'oro col titolo di nobile di Viterbo (mf.) e conte (mpr.).


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Escudo da família: Naprini

Brasão da família

D'oro all'albero di quattro rami decussati, nodrito sulla pianura erbosa sostenuto a sinistra da una capra rampante, il tutto al naturale
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