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Origen del apellido Pacciocchi, país de origen: Italia

Nobleza: Baroni - Conti - Marchesi
Heráldica de la familia: Pacciocchi
Corona de la nobleza Pacciocchi
Famiglia originaria di Corsica, distintasi nella carriera delle armi. Nel 1728 la Repubblica di Genova ne confermò la nobiltà, che fu poi ancora riconosciuta dal re Luigi XVI nel 1771. Da un ramo collaterale di essa discende Felice, marito di Elisa Bonaparte e Duca di Lucca e Piombino. Nel 1832 il comandante Giovanni Andrea, naturalizzato toscano, fu ammesso al Patriziato fiorentino col titolo di marchese. Morto senza discendenti, il nipote Felice Andrea chiese la conferma di tali titoli per sé e i suoi; ciò che gli venne concesso con decreto del 19 luglio 1834. Con l'estinzione di questa famiglia il... Continuará
cognome passò in un ramo dei Rosselli del Turco di Firenze. A pag. 105 delle "Antichità di Alessandria" il Bottazzi li include nell'elenco delle famiglie nobili e più illustri della città; l'elenco è tratto dal Cartario Alessandrino steso sino al 1300, dagli antichi statuti, istrumenti, e dal manifesto del duca di Milano Filippo Maria Visconti col quale il 9 gennaio 1417 intima pace tra i casati in discordia. Ciò lascia supporre, contrariamente alle versioni correnti, che fossero originari di Alessandria dalla quale città mossero i loro passi verso Genova indi esulassero in Corsica in quanto la presenza dei B. nel capoluogo ligure è rilevata solo in tempi posteriori, nei primi decenni del 1500 in cui esercitavano la tessitura della seta, arte che nel 1577 consentì ad un Giov. Battista "seatero" q. Benedetto di essere ascritto al Libro d'Oro della nobiltà genovese. La Scorza alterando nome, date e blasonando altra arma riferisce che i "B. della riviera vennero in Genova verso il 1340 circa, e furono ascritti alla nobiltà nel 1576". A prescindere tuttavia da tali contrastanti origini, è accertato che un Tommaso di Martino, di Gio. Agostino di Benedetto si sarebbe trasferito nel 1549 in Corsica ove divenne proprietario terriero. Detto Tommaso ebbe tre figli di cui Girolamo fu stipite dei baroni di Montalè e Celli, e Martino dei principi di Lucca e Piombino. Battista: rimpatriato, gli furono affidate dalla Repubblica le mansioni di colonnello comandante il forte i Gavi. Dalla R. Camera acquistò il feudo di Montalè e Celli (ora Montale Celli) di cui fu investito con titolo baronale il 23 aprile 1774 e dl 21 maggio 1760 e della quale città divenne poi "maire" e cav.
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Escudo de la familia: Pacciocchi

Blasòn de la familia

D'oro ad una fiamma al naturale ondeggiante in palo sostenente un pino di verde fruttato d'oro.
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