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Origen del apellido Panizzone, país de origen: Italia

Nobleza: Conti
Heráldica de la familia: Panizzone
Corona de la nobleza Panizzone
Antica e nobile famiglia alessandrina, molto autorevole in patria e fuori per i grandi uomini che in ogni fatta di discipline l'ànno eminentemente illustrata. Biagio, esimo giureconsulto, nel 1473 fu incaricato della riforma degli statuti alessandrini e l'anno appresso creato dall'Imperatore Federico IV cavaliere aurato e conte palatino, con trasmissibilità ai figli legittimi; privilegio che gli fu riconfermato da Giovan-Galeazzo Sforza e da Bona sua madre nel 1477; Franceschino e Francesco celebri medici fiorenti nel XV secolo; Gian-Domenico segretario del senato di Milano nel 1522, poi ambasciatore di Francesco II Sforza agli Svizzeri; Girolamo senatore di Casale nel 1495; Lodovico... Continuará

militò valorosamente sotto i vessilli di Carlo V e nel 1538 passò agli stipendi di Venezia ed ebbe la commmenda di Murello in Lombardia; Luchino nel 1470 segretario di Luigi III marchese del Monferrato. Ma la gloria maggior di questa famiglia fu Guglielmo uno dei più grandi uomini di stato del suo tempo. Fu prima paggio di Filippo I Re di Spagna, poi coppiere di Carlo V quand'era Arciduca d'Austria. In seguito fu scudiere di Arrigo VIII d'Inghilterra che lo mandò ambasciatore in Francia alla corte papale. All'assedio di Tournai, avendo seguito le truppe inglesi, fece prigioniero il signor di Clermont, ammiraglio francese e cugino del Re Luigi XII, e fu fatto cavaliere dai due monarchi rivali. Il Re d'Inghilterra, d'accordo col Parlamento, volle inoltre concedergli la cittadinanza inglese, e lo mandò poi ambasciatore alla corte di Francesco I. Ritornato in Italia nel 1525, fu nominato luogotenente generale negli eserciti dell'Imperatore Carlo V. Parecchi di questa casa esercitarono l'ufficio di podestà: Francesco a Candia di Lomellina nel 1487; Marsiglio a Piaconza nel 1400; altro Marsiglio a Pallanza nel 1594, poi a Vigevano nel 1603 e finalmente a Varese, e Pietro a Pallanza nel 1493. Giovanni-Antonio, cavaliere gerosolimitano e commendatore di S. Giovanni in Alessandria, nel 1511 fu nominato conservatore generale di Rodi. Franceschino nel 1453 fu investito del feudo di Corticella e Guglielmo fu signore di Mombercemi. Pietro, morto senza eredi prossimi nel 1594, lasciò eredi di tutte le sue sostanze i Gesuiti coll'obbligo di aprire un collegio a pubblico beneficio.


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Escudo de la familia: Panizzone

Blasòn de la familia

Troncato: nel primo d'azzurro all'aquila di nero rivoltata, coronata d'oro; nel secondo d'oro a tre rose d'azzurro, bottonate di rosso; alla fascia in divisa di rosso sulla troncatura.
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