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Origine del cognome Parena, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Araldica della famiglia: Parena
Corona nobiliare Parena
Fu il progenitore della famiglia Parena in Sicilia, un Federico, che passò, dagli Aragona in Napoli, ai servigi del Re Manfredo con carico di Maggiordomo, e conoscendolo abile, quel Re gli diede il reggimento della Calabria Citra e, dopo, del Regno di Sicilia, ove egli comprò Catania e molti altri feudi. Morì, lo stesso, in Capua, lasciando eredi dei suoi beni Giorgio e Tommaso, suoi figli, paggi della Regina Costanza, i quali per recuperar i beni paterni vennero col Re Pietro in Sicilia, dal quale riebbero i predetti beni. Da Tommaso nacque Federico, che si casò con la figlia di... Continua

Ruggero, e dell'altro fratello Giorgio nacque Consalvo Ximenes di Parena, che si casò con Serena de Ivar, sorella di Garcia de Ivar, baroni dei feudi Calsi, Balici della Foresta e Massaria Vecchia. Questi feudi, dopo la morte del detto Garcia, pervennero a Giovannella, sua figlia, alla quale, morendo senza figliuoli, successe Raffaello Branciforte, all'epoca Mastro Secreto e Procuratore generale del Re. Poco dopo, il Re Ludovico, con il consenso dell'Infante Don Giovanni, suo zio, gli concesse a Perrone Gioeni, con il pagamento solamente di 150 onze. Tuttavia Enrico, Abate di Trapani, come procuratore di Preciosa, moglie del detto Garcia de luar e madre di Giovannella, pretese di succedere in detti feudi e di Serena moglie di Consalvo Ximenez de Parena, sorella del detto Garcia, per il che ebbero termine d'un anno a giustificar le loro raggioni, altrimente restavano liberi al detto di Gioeni, e restarono in fine al predetto, e l'ebbe confermati dal Re Federico III, nel 1362, e gli successe il figlio Bartolomeo nel 1392, il quale, con licenza del Re Martino gli vendette a Ferrerio di Ferreri, nel 1399. Costui essendo vicino alla morte, fece il testamento negli atti di Notar Albo Triola, a 10 di Luglio 11 indit. e lasciò il feudo di Calasia a Mariano di Plaia suo nepote figlio d'Antonio suo fratello Uterino, il quale l'ebbe e dal Re Martino. A costui successe Ludovico, suo figlio, che morì senza primogeniti maschi. Nel ramo di Palermo sono, inoltre, degni di menzione: un Antonio senatore di detta città negli anni 1444-45 e 1447-48, un Girolamo portaro della porta della piscaria della stessa città nel 1671, un Giuseppe giudice delle appellazioni nell?anno 1729-30 e della corte pretoriana nell?anno 1732-33 ed infine quel Girolamo Arena giudice pretoriano di Palermo nell?anno 1702-3, giudice della Gran Corte Civile 1717, maestro razionale supernumerario del Tribunale del Real Patrimonio 1719, consultore del supremo consiglio di S. Chiara in Napoli, decorato del titolo di marchese e padre di Giuseppe, giudice della Gran Corte e maestro razionale del R. Patrimonio e di Elisabetta moglie di Carlo Mortillaro barone del Ciantro soprano, in famiglia del quale passò il titolo di marchese.


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Stemma della famiglia: Parena

Blasone della famiglia

D'azzurro, al leone d'oro posto sopra un monte d'argento, movente dalla punta
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