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Origem do sobrenome Pecorina, país de origem: Italia

Nobreza: Conti
Heráldica da família: Pecorina
Coroa de nobreza Pecorina Secondo il Passerini, che dei Pecorina ha avuto occasione di occuparsi in una di quelle monografie che sono modelli del genere, capostipite della famiglia sarebbe da considerarsi quell'Ildebrandino, di Geraldino, soprannominato "Pecora", che il 26 agosto 1148 investì di un pezzo di terra e di una vigna, posta a Farlacco nel Pistoiese, Baldoro di Martino, liberandolo dall'onere dell'angarìa e della manenterìa. Gianni, d'Ildebrandino, taverniere, portò il domicilio a Firenze, e un figlio di lui, Ildebrandino, detto "Dino", seppe acquistarvi importanza grandissima. Era ascritto ai beccai, ed aveva vari deschi in mercato ed una taverna a comune con i fratelli Guido... Continua

e Cambio. Di sentimenti democratici, ebbe parte importante nelle riforme del 1282 e del 1293: sedè quattro volte tra i Priori. Morì nel 1301, lasciando un figlio, Filippo detto "Lippo", ascritto agli speziali. La discendenza maschile di Filippo finì nella pestilenza del 1348. Guido, tavernaio, fratello di Dino, è conosciuto per l'atto di divisione col nipote Filippo, dal quale atto apparisce che aveva casa sulla piazza del Duomo, e poderi a Montereggi, a Pagliericcio e a Lonciano, Il figlio di lui Dino, immatricolato tra gli speziali, morì nella pestilenza del 1348, lasciando tre figli Tommaso, Guido e Jacopo. Tommaso, morto nello stesso anno del padre, lasciò discendenza che si estinse nel secolo XV. Nel detto secolo si estinse pure la discendenza di Guido, il quale fu quattro volte dei priori, gonfaloniere di giustizia nel 1363 e riformatore del governo di Prato nel 1366. Jacopo, speziale, fu tre volte dei priori e due volte gonfaloniere di giustizia, nel 1372 e nel 1375. Dei numerosi figli avuti dai suoi due matrimoni, il primo con Ermellina di paolo, Strozzi, ed il secondo con Gemma di Francesco de' Medici, convien parlare brevemente di Francesco, di Bartolommeo, di Guidaccio e di Tommaso, i quali dettero origine ad altrettanti rami. Francesco, di Jacopo, fece parte della balìa del 1393 e l'anno seguente dei priori. Fu inviato due volte ambasciatore a Lucca, nel 1395 e nel 1397, e una ad Arezzo, nel 1395. La sua discendenza durò per i sei generazioni, e mancò in Guidaccio, di Simone, nel 1691. Guidaccio, morendo, chiamò eredi i Guicciardini, famiglia di sua madre, Caterina di Luigi: lasciò un legatera del comune.


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