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Origen del apellido Piazzardi, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili - Baroni - Conti - Marchesi
Heráldica de la familia: Piazzardi
Corona de la nobleza Piazzardi
Antichissima e nobilissima famiglia, dalla germanica matrice, le cui prime memorie certe risalgono al secolo X, propagatasi, nel corso dei secoli, in Bergamo, Parma, Cremona, Siena ed Asti. Il ramo siciliano del casato, invece, al dir dell'autorevole Mugnos, discese da Piacenza, con Pietro, Bartolomeo e Arniccione, militi al servizio del reggimento Normanno. Da costoro derivarono Corrado, Nicone e Alessandro, che servirono i Regi Svevi. Un Federico, figlio di Corrado, fu uno dei principali Baroni della città di Palermo. Suo figlio Ruggiero fu pretore e giurato nella medesima città. I discendenti di Ruggiero militarono sotto re Ludovico nel 1344, e diedero... Continuará
origine ad altri rami della famiglia, uno dei quali, sul principio del secolo XVI, si stabilì in Monte San Giuliano. Nicola, quasi certamente figlio di Ruggiero, religioso, figura ad Alcamo fra i ribelli del Conte Enrico Ventimiglia. Nel settembre del 1390 aveva ottenuto da Bonifacio IX una riserva di benefici vacanti nella Diocesi di Mazzara. Divenne arciprete di Alcamo in sostituzione di Pietro de Laudes. Accusato di aver combattuto nel castello contro i sovrani, gli ambasciatori della terra di Alcamo chiesero al re Martino che gli fosse revocato l'arcipresbiterato, per esser restituito al deposto arciprete Laudes. Il 28 maggio 1398, re Martino il Giovane non accontentò le richieste degli ambasciatori di Alcamo e dispose che la questione fosse risolta dal vescovo di Mazara. Degna di ricordo è la venerabile Ludovica Piazza da Agira, morta con evidenti segni di Santità. Il primo che diede lustro al ramo ericino fu il nobile Pietro Piazza, nato nella prima metà del secolo XVII, celebre medico chirurgo, il cui nome risuonò in tutta Europa. Dimorò per lungo tempo a Roma, ove si dedicò soprattutto alla cura dei poveri. Ebbe amore disinteressato per i sofferenti, pietà verso gli sventurati, portò conforto a quanti nei dolori delle infermità, nella tristezza dei disagi, nello squallore della miseria, confidavano nelle sue cure. Di spirito indipendente, avendo rifiutato di medicare Papa Alessandro VII, fu costretto ad esulare dallo Stato della Chiesa. Il di lui fratello minore, Francesco, anch'egli medico chirurgo, esercitò autorevolmente l'arte in Monte San Giuliano e ne trasse onesti guadagni, per il decoroso mantenimento suo e della sua famiglia. Altri uomini egregi di questa antica e illustre famiglia ebbero preminenza negli affari della patria. Un'altro Francesco fu stimato maestro costruttore di chiese e di altre opere monumentali, sempre nella città di Monte San Giuliano. Vito Piazza, invece, sul primordio del 1700 abitava in Trapani, nella contrada Rua Nova, Madonna della Catina. Paolo Piazza, di Vincenzo, e di Antonina Ruggirello, antenato dello scrivente, figura nella squadra dei picciotti busetani, che sotto il comando dei cugini Bonura, valorosamente combatterono a Calatafimi col generale Garibaldi. Purtroppo questi uomini, che la guerra videro e combatterono valorosamente quando l'Italia politica non esisteva e bisognava crearla, oggi non sono più ricordati. Vincenzo Piazza, ultimo erede maschio del valoroso garibaldino Paolo Piazza, sul cadere del secolo scorso, è defunto senza lasciare maschile discendenza. Al presente, in Buseto Palizzolo, la famiglia Piazza, è dignitosamente rappresentata da un ramo di Monte San Giuliano. Il ramo di Parma, invece, in tempi assai remoti, si stabilì in Forlì, ove la famiglia fu sempre tenuta in altissima considerazione. Camillo, Vescovo di Dragonia nel 1657, fu inquisitore generale nel regno di Napoli; Lodovico, Vescovo di Forlì nel 1726; Giulio, Arcivescovo, di Rodi, internunzio a Bruxelles, ed ambasciatore alla Corte di Giuseppe I d'Austria, fu da Papa Clemente XI innalzato alla dignità cardinalizia il 18 maggio 1712, e quindi creato Vescovo di Faenza. Questa famiglia ebbe il titolo di conte e la signoria del feudo di Ricetto, e per ragioni ereditarie
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Escudo de la familia: Piazzardi

Blasòn de la familia

Partito; nel primo di rosso, alla mezz'aquila d'argento, coronata dello stesso, uscente dalla partizione; nel secondo d'azzurro, a tre stelle d'oro, ordinate in palo.
Piazza (della). Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.II, pag. 328, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.
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