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Origine del cognome Piggio, provenienza: Italia

Titolo: Principi
Araldica della famiglia: Piggio
Corona nobiliare Piggio
Antica e nobile famiglia, che si vuole sia stata portata in Sicilia da un Antonino, padre di Pietro, cittadino di Lentini, primo barone di Carmito, per conferma di re Ludovico, con privilegio del 13 dicembre 1353; detto Pietro possedette pure il molino di Barrafaudo in Lentini e l'ufficio di portulanotto in detta città. Un Pharenato ottenne, da re Federico, concessione in feudo di onze 30 annue sopra la gabella del quartuccio del vino di Terranova. Enrico, Niccolò, Tommaso e Antonio , figli di Pietro, ebbero il 31 gennaio 1399 conferma dell'ufficio di portulanotto di Lentini; un Giuliano, a dire dell'Inveges,... Continua

fu governatore di Palermo nel 1496; un Giovan Luigi fu senatore di Palermo negli anni 1540-41, 1561-62; un Simone tenne la stessa carica negli anni 1543-44, 1158-59; un Fabrizio la tenne negli anni 1580-81 e 1587-88; un Girolamo, secondo il Di Giovanni, fu uomo assai letterato e fu cappellano maggiore del re ed abate di Santa Lucia nel 1585; un Francesco fu senatore di Palermo nel 1605-6; un Antonio tenne la stessa carica negli anni 1608-9, 1613-14-15; un Luigi Reggio e Plaja fu sergente maggiore del Senato di Palermo e merito di Caterina Santostefano, che portò in casa Reggio il feudo Ginestra; Stefano Reggio e Santostefano, figlio del predetto, fu capitano di giustizia di Palermo nel 1638, fu uno dei quattro i tumulti del 1647, deputato del Regno, vicario generale di Sicilia, maestro razionale dei tribunale del R. Patrimonio, strategico di Messina, pretore di Palermo negli anni 1648, 1664, acquistò nel 1645 la terra di Aci SS. Antonio e Filippo, Aci Catena, Valverde, Bonaccorsi; il 2 giugno 1654, per sentenza contro Antonino Lucchese e campo, ebbe investitura del principato di Campofranco, coi feudi Zubbio, Castelmagro e San Blasio; con privilegio dato in Madrid il 20 dicembre 1653, esecutoriato in Messina il 2 aprile 1654, ottenne concessione del titolo di marchese della Ginestra; con privilegio del 20 ottobre 1660, esecutoriato il 24 gennaio 1661, ottenne il titolo di principe di Compofiorito; sposò Angela Giuffrè ed Afflitto e fu padre di Luigi, principe di Campofiorito per investitura del 23 novembre 1680, maestro razionale del tribunale del R. Patrimonio, deputato del Regno nel 1684, cavaliere dell'Ordine di San Giacomo della Spada, capitano di giusorito.


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Stemma della famiglia: Piggio

Blasone della famiglia

Di verde all'aquila cucita di nero rostrata ed armata di nero col volo abbassato. (Riconosciuto 6 luglio 1897, 20 dicembre 1891).
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