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Origine del cognome Ransone, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Araldica della famiglia: Ransone
Corona nobiliare Ransone
Una tradizione non appoggiata tuttavia da alcun documento farebbe risalire le origini di questa famiglia patrizia genovese ai Franzoni di Locarno, derivati a loro volta dall'unione avvenuta sul finire del 1000, di un Giovanni Galba, gentiluomo di Digione, con Pulcheria figlia del Duca d'Aquitania; donde il cognome somigliante all'aggettivo "francais". Un Matteo avrebbe lasciato la sua città per la Liguria e forse per Rapallo da cui i suoi discendenti sarebbonsi trasferiti a Genova. Il primo di tal cognome risultante nel 1181 da un documento notarile ora disperso di Guglielmo Caligapalii, è un Paolo che può ritenersi il capostipite dei Fransoni... Continua
di Genova. Dall'anno predetto occore passare al secolo XIV per trovare uomini investiti di cariche pubbliche: tra questi Bartolomeo, sotto il dogato di Domenico Fregoso. Nel 1498 Giacomo di Gaspare fu incaricato dalla Repubbluca di impadronirsi del corsaro Lavagnino, che infestava la Riviera di Levante e la missione riuscì egregiamente; nel 1528 fu il primo iscritto al libro d'oro allorchè la famiglia fu aggregata all'albergo Spinola, acquistando solo in quel tempo la nobiltà. Il più illustre di tale schiatta fu senza dubbio Agostino di Tomaso, di Gaspare, n. nel 1573, m. nel 1658, procuratore della Repubblica e storico; egli pubblicò la famosa raccolta di armi della nobiltà genovese, che doveva essere accompagnata da un opera intitolata "Aristo", dialogo del governo antico della città di Genova e della nobiltà di essa, nella quale è pure la storia delle famiglie. Tale lavoro rimase manoscritto e fu pubblicato nel 1873 dal Corazzini, nelle "Memorie storiche della famiglia Fransoni", dalle quali abbiamo tolto le presenti notizie. Scrisse pure senza pubblicarla "Venetia, cioè sua origine, Vescovi, Patriarchi e Nobiltà di quella Repubblica" e fondò un moltiplico per contribuire all'armamento delle galere e per alleggerire le gabelle. Giacomo di Anfrano, teologo e giureconsulto, fu cardinale nel 1658 e con Agostino, suo fratello, mecenate della scoltura, fece edificare una cappella in S. Carlo, commettendo all'Allargardi i disegni. Girolamo di Paolo Girolamo, n. il 22 giugno 1653, m. l'8 marzo 1737, fondò in Genova la Biblioteca della Missione Urbana e scrisse varie opere di teologia. Matteo di Stefano fu doge nel 1758-59 ionana in Genova, dell'Istituto degli Operai Evangelici per la istruzione del clero, della Congregazione delle Madri Pie per la educazione delle fanciulle, nonchè di una fidocommisseria in dotazione delle suddette opere.

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Stemma della famiglia: Ransone

Blasone della famiglia

Trinciato inchiavato di rosso e d'argento, attraversato da una cotissa d'oro.
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