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Origine del cognome Rapellino, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Araldica della famiglia: Rapellino
Corona nobiliare Rapellino Forse questo lignaggio dalla incerta etimologia non è originario delle nostre Valli, per quanto vi compaia nella seconda metà del '300. E' probabile che gli stipiti di esso sieno venuti, con i Cornetti e altri bergamaschi e valsesiani, nelle Valli di Lanzo per lavorare nelle miniere e nelle fonderie. Difatto il primo cenno a un R. da noi trovato nelle pergamene della Castellania, è allusivo a un lavoro minerario. Si tratta di Giordano repello, che nel 1377 insieme con un Giovanni robeto e un corneto, entrò in uno scavo detto di picolato, contro gli Ordinamenti. I R. dovevano essere forse... Continua

più antichi in Val Grande: trovammo cenno nel 1399-400 dei fratelli Francesio e Gioanni de rappello (forse di Cantoira ) che vendettero beni a Giovanni boverio: e negli stessi anni un Guglielmo de rapello pagò 2 capponi al Castellano di Lanzo per avere la tutela dei figli del suo defunto fratello Francesco. Però nello stesso periodo di tempo i R. si erano già sicuramente stabiliti nel florido comunello di Chiabertetto, allora chiamato il forno d'Ala dal grande forno fabbricatovi fin dalla metà del '200 per la fusione dei metalli ricavati dalle miniere circostanti. Il borgo era allora abitato da parecchie famiglie: dai Serturino, dai della Bionda, dai Bonetto, dai Turinat; e i R. vi avevano una posizione importante e autorevole... Giovanni de rapello de alla è ricordato nelle carte del 1433-34 e nel 1435 per aver denunciato, insieme con Gioanni Turinat, alcuni artigiani di Chiabertetto di aver abusivamente praticato uno scavo metallifero; e nel 1438 Aymone, suo figlio, è accennato con vari capi di casa di Chiabertetto e di Pertusio per un pecetto loro fatto dal Castellano di Lanzo. Giovanni compra beni da Pietro e Guglielmo Borrello de mondreono (1436); Aimonino de zaberteto (lo stesso sopra nominato) percuote con una zappa (cum sapa) Nicolino Solero (1444), e fu condannato ad una multa di 4 danari grossi "perchè fu trovato un porco nella sua proprietà" (1449). Altro figlio di Giovanni R. è Pietro, anch'egli addetto all'industria mineraria, perchè sempre nominato nelle carte lanzesi o per aver "asportato metallo di Guglielmo Solero" (1456) o per questioni del genere. Questo Pietro de rapello con il fratello Michele acquistò beni da Giovanni Petrat di mondrone (1466) e con la Massa (macia) di Balme prelevò da essa alcune lose senza averne avuto il permesso (1469-70).


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Stemma della famiglia: Rapellino

Blasone della famiglia

D'azzurro allo scaglione d'argento accompagnato in capo da due rape tagliate ed in punta una stella di otto punte, il tutto d'oro.
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