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Origine del cognome Ricciari, provenienza: Italia

Titolo: Conti - Nobili - Cavalieri
Araldica della famiglia: Ricciari
Corona nobiliare Ricciari Questa famiglia che fu una delle più distinte della Romagna, è la continuazione della storica stirpe dei signori delle Caminate che nel secolo XIII era formata di vari rami, uno a Rimini, già estinto, l'altro a Faenza tuttora esistente, un'altro a Pescocostanzo ed un'altro a Montoro Inferiore. Il ramo di Rimini aveva comune con quello di Faenza il titolo di conte e di patrizio di Rimini. Infatti il 14 aprile 1704 il conte Luigi Gaetano era ascritto al patriziato di Rimini; il 15 dicembre 1710 Francesco, di Tommaso, ebbe la stessa ascrizione; il 18 agosto 1753 Filippo, di Francesco, e... Continua
il 26 gennaio 1770 il conte Annibale furono annoverati fra i patrizi di Rimini, come risulta dagli atti consigliari di quella città. Stipite del ramo Faentino fu Ricciardello III dei signori delle Caminate e di Forlimpopoli (1223); da questi discese Guido, dottore di leggi, curatore dei Manfredi signori di Faenza; Marco Antonio governatore di Fano; Tiberio protonotario apostolico e canonico di S.Pietro in Roma; Fabio cavaliere, che nel 1512 era Consigliere patrizio in Faenza. Furono ricevuti negli Ordini di Malta e di S. Stefano. Fabio nel 1831 emigrò in Baviera, vi aggiunse il grado di maggior generale e propagò un ramo della sua famiglia ancora fiorente a Monaco. Gallo, di Marcantonio, ufficiale napoleonico sostenne comandi militari in Romagna e nelle Marche ed ebbe Achille. La famiglia è iscritta nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana coi titoli di conte (maschi), patrizio di Faenza (maschi), ed è rappresentata da: Gallo, nato il 16 ottobre 1869 del conte Achille e della nobile Rosa Bertoni e dalle di lui sorelle Isabella e Luigia. Ramo residente a Monaco: Paolo, di Massimiliano, di Fabio. Sorella: Laura. Motto della famiglia: Fortitudo et lenitas. Altro ramo. È un ramo dell'omonima famiglia di Forlì e di Faenza, il quale nel XVII secolo fu ascritto al patriziato di Rimini e al Consiglio nobile di quella città. Altro ramo. Famiglia assai antica e nobile originaria di Pescostanzo. Von Lobstein l'annovera tra le famiglie nobili di Pescocostanzo. In questo centro è presente il Palazzo Ricciardelli del XVI secolo. Attigua al palazzo corre via Ricciardelli, strada dedicata a Nicola Ricciardelli, patriota risorgimentale, che per le sue idee liberali patì il carcere. Qui conobbe il Settembrini che lo citò nelle sue memorie. Nicola fu anche guardia nobile alla corte di Ferdinando II. La Famiglia Ricciardelli ottenne il riconoscimento dello stemma avito con decreto di riconoscimento del Capo del Governo, il 26/06/1937, a nome di Riccardo Ricciardelli. Arma: d'azzurro alla banda di rosso orlata d'argento e caricata di tre stelle (8) il tutto d'oro, accompagnata in capo da una cometa (8) d'oro posta in palo ed in punta da una testa di moro, posata di profilo verso destra. Altro ramo. Famiglia assai antica e nobile di Montoro Inferiore. Il cavalier Gabriele (n.1743) fu regio incaricato d'affari in Napoli. In Aiello (AV), nel XVIII secolo, furono concessi vari benefizi a questa famiglia nel 1793 per i meriti di Domenico. Suo figlio Gaetano, patriota e segretario della rappresentanza del popolo della provincia del Principato Ultra, partecipò alla rivoluzione di Napoli del 1820. La famiglia alzò per arma. D'azzurro, al tronco secco sradicato, sfrondato e reciso superiormente, accollato d'un tralcio di vite con tre grappoli d'uva rossa, il tutto al naturale, col capo di azzurro caricato da tre gigli d'oro tra i quattro pendenti di un lambello di rosso.

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Stemma della famiglia: Ricciari

Blasone della famiglia

D'azzurro, al tronco secco sradicato, sfrondato e reciso superiormente, accollato d'un tralcio di vite con tre grappoli d'uva rossa, il tutto al naturale, col capo di azzurro caricato da tre gigli d'oro tra i quattro pendenti di un lambello di rosso.
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