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Origine del cognome Rottori, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Conti - Cavalieri
Araldica della famiglia: Rottori
Corona nobiliare Rottori
Antica famiglia, già nobile prima del 1626, anno in cui fu aggregata al nobile Consiglio di Padova, detta Dottori o Dottor, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia. Venne insignita del titolo comitale, con decreto 19 Mar. 1676 del Senato Veneto, conferito ai discendenti di Giulio Rottori, in benemerenza dei servigi da lui prestati nella carriera militare. Ottenne la conferma della nobiltà con sovrana risoluzione 21 Mar. 1819, e quella del titolo comitale nel 1829. Alessandro Rottori, distinto dottor di legge, ebbe il vanto di esser uno di quei patrizi che nel 1413 scoprirono le ossa di Tito... Continua

Livio, autore delle storie romane; Giacomo Rottori, fu Abate commendatario della Badia di Praglia, mentre Il conte Carlo Rottori, fu un distinto poeta lirico. La presenza dell'arme e del motto, nella bibliografia documentata della famiglia Rottori, ci conferma l'avita nobiltà, raggiunta dalla stessa. Motto della famiglia: In alteruta fortuna. La famiglia levò per arme. D'azzurro, alla colomba d'argento imbeccata e membrata di rosso, tenente nel becco un ramo di olivo di verde, e accostata nel canton destro del capo da una stella d'oro. Altro ramo. L'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe con diploma dato a Vienna l'8 dicembre 1887, concedeva la nobiltà equestre ereditaria ad Antonio di Giuseppe D. degli Alberoni, nato a Ronchi nel 1817, gran possidente, cavaliere dell'ordine di Francesco Giuseppe ed insignito della croce d'oro al merito con la corona. I sottodescritti chiesero il riconoscimento del titolo di nobile e di cavaliere: Federico, nato a Ronchi nel 18 febbraio 1847, morto 14 settembre 1895, di Antonio, di Giuseppe e di Carolina Della Bona, sposato il 24 aprile 1875 con Irene Procop; da cui: Antonio nato a Ronchi 26 febbraio 1877; Giuseppe, nato a Ronchi 8 agosto 1881, sposato a Trieste, 15 agosto 1914, con Maria Costessich. La famiglia levò per arme. Inquartato: nel primo d'oro all'aquila di nero, linguata di rosso, nel secondo di rosso al leone d'oro lampassato di rosso, nel terzo d'azzurro a tre pini di verde, uno appresso l'altro, piantati su una campagna dello stesso; nel quarto sbarrato d'azzurro e d'argento di 8 pezzi. Altro ramo. I D. del Collegio della Biblioteca Ambrosiana "pro tempore", con bolla 9 luglio 1608, di Paolo V, furono dichiarati conti e cavalieri del Sacro Palazzo Lateranense e cittadini originari da Roma. Con decreto 4 febbraio 1773 dell'I. R. Tribunale Araldico, vennero ritenuti come aggregati all'Imperiale Capitolo di S. Ambrogio in Milano e con Sovrana Risoluzione del 1816 confermati nei diritti e nelle prerogative di nobiltà competenti ai canonici del Capitolato suddetto. Sono ora iscritti nell'Elenco Ufficiale col titolo di nobile personale, annesso all'appartenenza alla detta Biblioteca. Arme. Di rosso al leone rampante.


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Stemma della famiglia: Rottori

Blasone della famiglia

D'azzurro, alla colomba d'argento imbeccata e membrata di rosso, tenente nel becco un ramo di olivo di verde, e accostata nel canton destro del capo da una stella d'oro. Motto: In alteruta fortuna.
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