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Origen del apellido Roveretto, país de origen: Italia

Nobleza: Marchesi - Nobili
Heráldica de la familia: Roveretto
Corona de la nobleza Roveretto
Diverse famiglie liguri ebbero questo casato e la tradizione assegna loro come luoghi d'origine Voltri, Chiavari e la Valle della Polcevera. Una di esse fu ascritta all'Albergo genovese dei Lercari (1528) ed usò il primo stemma. Altra famiglia, tuttora esistente, fu nello stesso anno ascritta all'Albergo Usodimare in persona dei fratelli Gio. Battista, Stefano e Vincenzo, qm. Antonio, che adottarono il secondo stemma; gli stessi risultano in seguito ascritti all'Albergo Imperiale usando il primo stemma. Infine nel 1698 un Antonio Giuseppe Emanuele, qm. Francesco, oriundo di Voltri, fu ascritto al Libro della Nobiltà genovese e la sua discendenza continua; essa... Continuará
usa il secondo stemma. Delle due famiglie odierne, la prima ha come capostipite Luciano, ed attraverso Giovanni, Bartolomeo, Antonio, acquisitore del feudo signorile di Riva e Nazzano da Ippolito De Mari il 1° ott. 1712, perviene ai fratelli Carlo Antonio, ascritto Nobiltà genovese 28 febbr. 1783, nuovamente investito del feudo di Riva e Nazzano con titolo marchionale il 17 maggio 1769, maggiore nella R. Armata, cavaliere dei SS. Maurizio e Lazzaro; costoro e i precedenti usarono il secondo stemma, mentre i seguenti adottarono il primo. Da Carlo Antonio discendono Luigi, barone dell'Impero (autorizzazione di tit. imperiale 7 gennaio 1813), luogotenente nei Dragoni della regina, dec. Ordine Militare di Savoia (1816), senatore del senato di Genova (1824), consigliere di stato (deced. 1854), e Francesco, capitano dei carabinieri (1821), indi gesuita: di Luigi furono figlia Carlo Teresio, sottotenente nei granatieri-guardie (deced. a Goito 1848) e Francesco Cristino, che ebbe uguale grado nello stesso corpo: di lui furono figli Luigi, ora defunto il quale percorse la carriera precettizia, Carlo, colonnello di fanteria, pure defunto, ed il vivente Francesco, oltre le viventi sorelle Maria in Lendy, Giuseppina ed Anna in Ottone: altre quattro sorello loro sono defunte. Da Carlo nacque Frnacesco, dottore in chimica, residente a Livorno, e da Francesco, Luigi e Marco Aurelio. I tre fratelli predetti fruono riconosciuti il 10 giugno 1898 coi titoli di marchese (mpr.), marchese di Rivanazzano (mpr.) e patrizio genovese (m.) e sono iscritti coi loro figli nell'Elenco ufficiale Nobiliare e nel Libro d'Oro. Dell'almbre 1756 col fratello Giuseppe del Min.

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Escudo de la familia: Roveretto

Blasòn de la familia

D'azzurro al rovere, sostenuto da 2 leoncini affrontati e coronati, il tutto d'oro, col tronco nodrito sulla pianura di verde cucita.
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