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Origine del cognome Scauda, provenienza: Italia

Titolo: Conti - Nobili
Araldica della famiglia: Scauda
Corona nobiliare Scauda
Originari di Dogliani poi in Torino, ebbero riconosciuta la nobiltà per le cariche nobilitanti rivestite da tre generazioni consecutive, cioé da Simone (n. 9 dicembre 1725), laureato in leggi a Torino (16 luglio 1751), giudice di Peveragno (14 settembre 1768) e di Boves (7 giugno 1770); dal costui figlio Vincenzo (n. Torino, 8 magio 1765), ten. colonnello a riposo (18 ottobre 1831) e cavaliere mauriziano; e dai figli di quest'ultimo, Ferdinando e Cesare; il primo (n. Mondovì Breo, 5 ottobre 1795), maggiore di piazza in Saluzzo e tenente colonnello (23 aprile 1844), comandante di Novi (11 maggio 1850); il secondo... Continua
(n. Busca, 8 ottobre 1798), maggior generale (31 dicembre 1852). Ernesto, di Ferdinando, di Vincenzo. Fratelli: Angelina in Gribaudi, Malvina in Fenoglio, Cesare, Clotilde in De Gubernatis. Figli di Cesare: Enrichetta, Edoardo, Ernesto. Cugino: Luigi, di Cesare, di Vincenzo. Figli: Rachele, Cesare, Eugenia, Maria Antonia. Sorelle: Eugenia in Franchi, Ida, Clotilde in Manera. Motto della famiglia: Mortis victoria virtus. Altro ramo. E' opinione assai accreditata che i membri della famiglia, diffusi nel Piemonte e nel Veneto, derivino da un conte di Savoia, che per la sua lunga corrispondenza fu detto il C. Verso il mille costoro vivevano a Savona, ed appartennero alle magistrature cittadine; ebbero inoltre famosi navigatori. La famiglia sono chiamati anche Cauda, imparentati coi del Carretto, possedettero una parte del feudo di Gravere, nel mandamento di Susa intorno il 1663. Questo ramo fu investito del titolo comitale il 17 febbraio 1722, e poi quello dei conti di Casalette. Nel Veneto abitavano fin dal 1299, nel quale anno il veneziano Giovanni subì alcune rappresaglie da parte dei milanesi. In questa faccenda intervenne la Repubblica, e così pure, per altre ragioni commerciali, che il suddetto C. aveva (1311) nella Sciampagna. In quel secolo ai 22 di settembre 1377 Marquardo di Randech, Patriarca di Aquileia, connesse a Leonardo C. un manso (podere) in S. Vidotto vicino a Rosam a diritto di feudo del marchesato; sempre nel Friuli, 17 aprile 1599, Don Adriano, pievano di Gemona, ottenne una investitura, descritta nel catastico di Udine; in seguito questa famiglia si trova registrata nei ruoli militari della Repubblica Veneta. Agli albori dei settecro Coda.

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Stemma della famiglia: Scauda

Blasone della famiglia

Grembiato d'oro e d'azzurro di otto pezzi.
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