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Origen del apellido Scella, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili
Heráldica de la familia: Scella
Corona de la nobleza Scella Antica e nobile famiglia originaria di Chiavari, passata, nel 1688, con un Annibale, in Piacenza. Essa discende per diretta linea del magnifico Giovanni, quondam Angelino, ricordato nella cronaca di Chiavari nel libro VI nel quale si legge, che nel 1383 Giovanni, armato di una galea, fece parte della flotta genovese comandata da Nicolò Maruffo, che portò il re Lusignano in Cipro. Per varie volte, essendo questa famiglia molto ricca, possedendo casa in Genova, un palazzo a Chiavari e molti terreni e ragioni nella Val Daveto, del Taro e di Trebbia, prestò e fece sicurtà per la repubblica genovese (Atto Giovanni... Continuará

Barchi 13 ottobre 1382). I membri della famiglia possedettero il castello di Mileto, così da antichi rogiti erano distinti e chiamati i signori di Mileto. Questo possedimento fu da Rambaldo permutato col marchese Corrado Malaspina, nel 1251. I dazi che si riscuotevano nella Valle Davata si chiamavano il dazio dei nobili della Scella; come da rogito del notaio genovese G. Giacomo Cibo, del 9 maggio 1549. La famiglia fu una delle 4 in Chiavari, che godette immunità e franchigia fino al 1796. Fra i personaggi illustri di questa nobile famiglia si annovera, oltre il sopraddetto Giovanni, che ne è come il capostipite, Visconte, che nel 1430 fu dichiarato immune in perpetuo da qualsiasi carico personale, fu vice governatore di Chiavari, ambasciatore a Galeazzo Visconti duca di Milano, nel 1468 ai primi moti della guerra contro l'Austria corse ad arruolarsi nell'esercito piemontese e vi raggiunse il grado di tenente; fu autore di un dizionario geologico storico della provincia di Piacenza; suo figlio il cav. Gustavo, laureatosi ingegnere prese la carriera militare e nella grande guerra fu colonnello di stato maggiore; il dott. Giuseppe, paleografo, studioso delle cose patrie, pubblicò vari suoi studi storici molto apprezzati. Motto della famiglia: Animosa virtus. Altro ramo. Originaria di Cesena e trapiantata in Velletri sul principio del XVIII secolo da un Carlo, capitano di corazze nell'esercito pontificio, castellano a Fiumicino, a Castel S. Angelo e Porto d'Anzio per lo spazio di 47 anni. Sebastiano suo figlio fu aggregato con l'intera famiglia tra le case consolari. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.


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Escudo de la familia: Scella

Blasòn de la familia

Di verde a tre caprioli di rosso col capo d'oro caricato di un'aquila di nero col volo abbassato, coronata del campo.
Il cognome originario fu Milleto, poi Tiracelle o Tirapelle, infine Celle. Fonte del blasone: "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.I, pag. 275, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.
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