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Origine del cognome Schizzo, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Araldica della famiglia: Schizzo
Corona nobiliare Schizzo Antichissima casa cremonese, che fa discendere da un Giacomo Aldovrando, detto Schizza, di nazionalità scozzese, venuto in Italia con l'imp. Ottone III, quando scese a Roma per essere incoronato da Gregorio V, e da questi lasciato nel 998 quale capitano di Bordolano e Pratariso (ora Castello dei Visconti), in riva all'Oglio. Giacomo Aldovrandro lasciò sei figli, che dal sopranome del padre furono chiamati Schizzo. Di costoro Valerio fu vescovo di Cremona e Silverio generò Giacomo che fu padre di Benedetto, capitano di 200 fanti cremonesi portatisi in Terrasanta nel 1099; di Valerio, canonico nella cattedrale di Cremona dal 1096 al... Continua1107 e di Giambattista, uno dei sei nobili cremonesi che nel 1096 andarono ambasciatori ad Arrigo IV per ottenere un magistrato e poter vivere in libertà. Da questo Giambatista la discendenza si divise in vari rami che dettero uomini egregi per dottrina, probità e valore, e si stabilirono in varie città d'Italia. Sin dal 1088 gli S. furono ascritti al nobile corpo decurionale di Cremona con Paolo, senatore, e dopo di lui la famiglia dette ben 53 decurioni, l'ultimo dei quali fu Giacomo, eletto nel 1779. L'imperatore Venceslao, nel 1383, nominò Gabriele suo familiare e conte palatino e gli accordò il privilegio di aggiungere in capo, all'antico stemma, l'aquila nera in campo d'oro. L'imperatore Carlo V, nel 1533, creò senatore Giambattista, oratore per la città di Cremona e Filippo II lo ammise fra i suoi consiglieri. Morì nel 1558 in Bruxelles e fu sepolto in quella cattedrale. Il fratello di Giambatista, Federico, fu, dallo stesso re Filippo II, con diploma di motu proprio 12 maggio 1558, investito del feudo di Casteldidone, che fu poi da Carlo II, re di Spagna, con diploma 17 novembre 1670, eretto in contea a favore di Lodovico, pronipote, del senatore e dei suoi discendenti maschi primogeniti. L'imperatore Rodolfo II, con diploma 25 gennaio 1589, dichiarava nobili di quattro avi paterni e materni, Gabriele S. e i suoi discendenti (mf.) in infinito. Ai fratelli Giacomo Lodovico e Lodovico Carlo, essendo pervenuta per eredità della loro bisava Rosalinda Spolverini, la terza parte del feudo di Salizzole nel veronese, il doge Lodovico Manin, con atto 2 ottobre 1789, ordinò che fossero iscritti, coi loro discendenti d'ambo i sessi, nell'Auri nel Catalogo delle famiglie nobili e titolare feudatarie del ducato e la delineazione dell'arma su descritta nel Codice Araldico.
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Stemma della famiglia: Schizzo

Blasone della famiglia

Troncato inchiavato d'azzurro e d'argento, il seondo con sette punte terminanti ognuna in un giglio dello stesso.
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