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Origem do sobrenome Seren Rosso, país de origem: Italia

Nobreza: Baroni - Nobili - Patrizi - Principi
Heráldica da família: Seren Rosso
Coroa de nobreza Seren Rosso Illustre ed antica famiglia, che si vuole di origine normanna, nota in Sicilia sin dal secolo XII e che pare si sia estinta (certamente il ramo di Cerami) alla fine del secolo XVI. Possedette le contee di Aidone, Collesano, Sclafani; le baronie di Baccarati e Petralia, Callura e Lamia, Caltavuturo, Camitrice, Cartolaro, Cerami, Foresta di Lignaria o de Castro, San Giorgio, Granito o Aderniti, Santa Margherita, Militello, Miserendino, Pardo, Piscopo, Prato, Rataglusu, Saponara, Schirone, Sottana, Sperlinga e Targia. Un Rosso dei Seren Rosso, secondo il Villabianca (Sicilia Nobile, vol. I, pag. 109), fu nel 1132 barone di Sperlinga; un altro... Continua
Rosso, barone di Cerami, fu vessillifero di re Pietro I d'Aragona; un Federico fu senatore di Messina nel 1286; un Enrico fu barone di Aidone nel 1282, maestro razionale del R. Patrimonio, sposò Elisabetta Ventimiglia, di Francesco conte di Geraci, ed ebbe in dote la baronia di Cerami; un Andrea e un Riccardo, militi da Messina, sono annotati nel ruolo dei feudatari sotto re Ludovico; un Rosso, di Enrico, fu regio milite, maestro razionale del R. Patrimonio, ebbe il feudo di Baccarati, nel 1336 fu creato conte e sposò Costanza Moncada, dalla quale, tra gli altri figli, ebbe Enrico, Guglielmo, Riccardo. Riccardo possedette il feudo Piscopo che trasmise al figlio Damiano, il quale ne ottenne conferma il 15 febbraio 1416 insieme con i feudi Callura e Lamia, Camitrice, Rataglusa, acquistò dal cugino Enrico R. e Chiaramonte la baronia di Militello Val Demone e ne ottenne conferma l'8 gennaio 1409. Enrico III, conte di Aidone, Collesano, Sclafani, barone delle due Petralie, Gratteri, Caronia, Roccella, Belice, Saponara, Scordia Sottana, fu strategoto di Messina nel 1355, grande ammiraglio, gran cancelliere e gran giustiziere di Sicilia, governatore di Taormina 1357, signore delle terre di Castrogiovanni, Mistretta, Nicosia, Asaro, Castiglione, Francavilla, Avola, ecc.; spadroneggiò su molte città di Sicilia, si ribellò parecchie volte e tornò all'obbedienza, fu di nuovo ribelle e giunse ad assaltare presso Reggio re Federico III, che si trovava in una trireme assieme con la regina Antonia, che, per lo spavento, morì dopo pochi giorni in Messina. Detto Enrico sposò Luchina Chiaramonte, di Federico, conte di Modica, edno ed alla regina Maria, ma non riebbe i feudi paterni; Acquistò nel 1396 Sinagra, nel 1407 Sclafani, il 2 gennaio 1408 fu chiamato conte di Sclafani ed ottenne conferma della terra e castello di Caltavaturo, il 13 dicembre 1397 ebbe i feudi Cartolaio, Comitayo e Abiglaturi (Vigliatore), il 16 settembre 1400 ottenne la terra di Militello Val Demone della quale fu pure investito l'11 agosto 1408, fu camerlengo, ambasciatore di re Alfonso al Concilio di Costanza, sposò Beatrice Arezzo, di Giacomo, protonotaro del Regno, ed ebbe in dote i feudi di San Martino e di Miserendino, che vendette a Calcerano Corbera. Morì senza figli.

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Brasão da família

Di rosso alla cometa d'oro.
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