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Origen del apellido Smarra, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili - Conti - Baroni - Marchesi - Duchi - Cavalieri - Patrizi
Heráldica de la familia: Smarra
Corona de la nobleza Smarra
Antica casata di origine normanna, la celebre stirpe germanica, composta da misto di popolazioni della Scandinavia, insediati in Danimarca, in Norvegia ed in Svezia, anche detti "Vichinghi", le cui prime memorie risalgono ad un Roberto, potente barone al tempo di Ruggero II, duca di Puglia e re di Sicilia. Pertanto, si ritiene che, tal casato, il quale fu detto "Marra" in terra di Sicilia e "della Marra" in territorio napoletano, discenda dai fratelli Normanni de la Mare, figli di Norman de la Mare (1025), oriundi di Sainte-Opportune-la-Mare, i quali giunsero nella nostra penisola, al seguito di Tancredi d'Altavilla, nel'anno 1041.... Continuará
In ogni modo, il detto Roberto, partendo da Barletta, nel 1140, decise di estendere i propri possedimenti, sino a Messina, Ravello e Napoli. Ma, per dover di completezza ed amor di verità, non possiamo tacere come, al dir di alcuni genealogisti, il casato avrebbe origine in ambito longobardo. Gli stessi normanni, infatti, dopo aver conquistato gran parte del meridione, misto di popolazioni della Scandinavia, insediati in Danimarca, incentivarono l'immigrazione dei Longobardi in quelle terre. In ogni modo, in Barletta, nel 1239, viveva Angelo Smarra, padre di Gezzolino e di Risone, da quali, nel corso dei secoli, derivarono tutti i rami di questa casa illustre, che ha goduto nobiltà in Napoli, al seggio di Capuana, in Ravello, in Barletta, in Capua, in Sessa, in Scala, in Somma ed in Messina, e che fu ricevuto nell'Ordine di Malta, nell'anno 1381. La famiglia, ha posseduto ben 105 feudi, tra cui: Sorino, Stigliano, Montella e Alliano, con titolo comitale, dal 1414; Monterocchetta, con titolo di Marchese, dal 1627; Guardia Lombarda e Macchia, con titolo di Duca, dal 1611. Tal casato, inoltre, in ogni epoca, sempre riuscì a distinguersi, grazie agli elevati personaggi, a cui diede i natali. Tra questi, senza nulla levar al valore degli omessi, ricordiamo: il detto barone Roberto, che, nel settembre 1137, giurò nel Duomo di Benevento all'Imperatrice Florida, moglie di Lotario, di non gravare la città, con le riscossioni dei dazi; Angelo viceré del regno per l'Imperatore Federico II e custode dell'erario imperiale, nel 1239; Gezzolino maestro razionale, consigliere e famigliare di Carlo I d'Angiò; Risone tesoriere generale dello stesso re; Riccardo, capitano a guerra del Ducato di Amalfi, ne1 1322; Guglielmo reggente della Vicaria, capit. della città di Napoli e familiare di Carlo II; Pietro, cavaliere e ciambellano di re Roberto; Risone II, viceré del regno per Roberto d'Angiò; Nicolò giustiziere di Calabria, vicario e capitano generale di Terra d'Otranto per re Roberto e per la regina Giovanna I, dalla quale ottenne in feudo per sé e per i suoi discendenti la città di Barletta. Dopo qualche tempo i Barlettani, non potendo più sopportare gli abusi dei Smarra, ordivano una congiura a capo della quale fu la famiglia de Nicastro, ed uccisero tutti gli individui della casa Smarra, e fu solo salvato dalla nutrice Eligio, il quale, fattosi adulto, entrò, armata mano, in Barletta facendo aspra vendetta sui cittadini, molti dei quali fece morire. Matteo capit. generale per Giovanna I, giustiziere di Principato e straticò di Salerno. Alla gerarchia ecclesiastica appartennero Angelo Cardinale di S. R. C., il quale come Legato del Papa incoronò Re Ladislao, ed Alessandro Arciv. di Santaseverina, creato nel 1488; Paolo, condottiero, sotto Ferdinando I d'Aragona; Saverio, del fu Pasquale, iscritto alla mastra nobile di Messina, nel 1798-1807. Ma chi, più di tutti, illustrò questa famiglia fu Vincenzo, assai prode capitano del XVII secolo, il quale fu capitano generale dell'esercito pontificio, poi generale in capo dei Veneziani. Fece molte campagne gloriose, in una delle quali, contro i Turchi, gloriosamente, la vita lo abbandonò. La
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Escudo de la familia: Smarra

Blasòn de la familia

D'azzurro, alla banda contro doppio merlata d'argento, accompagnata in capo da un lambello di tre pendenti di rosso.
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