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Origen del apellido Svanotti, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili
Heráldica de la familia: Svanotti
Corona de la nobleza Svanotti Famiglia Lombarda assai antica ed illustre propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia ed in Svizzera, dando origine a diversi rami. Nei ricordi dei tempi andati si leggono alcune varianti di questo cognome, dovute alle solite cause della fonetica storica pronunzia dialettale e dal modo di interpretare nella scritturazione i cognomi. I Svanotti sono ricordati in testi, atti notarili e contratti di vendita di terre e case fin da tempi molto remoti di cui abbiamo un esempio in un atto notarile redatto in Roma nel 1662 "...idque constare ex Actis ab Antonio Francisco Maria Simio Notario Romae... ContinuaráIX Ianuarii anno MDCLXII, & Bononiae, post recognitionem D. Antonii Ridolphi Vicarii Generalis Archiepiscopatus, à Carolo Vanotti XXV Ianuarii ejusdem anni ...". Nella bibliografia "Catalogus personarum ecclesiasticarum et locorum Dioecesis Constantiensis", stampato in Costanza nel 1794 nel "Index Personarum" ove è menzionato il canonico Petrus Franciscus Svanotti. Orazio fu gonfaloniere del popolo in Bologna nel 1708, nella zona di porta Ravegnana. Degni di nota, nel periodo del risorgimento Italiano, sono i fratelli Augusto e Gasparo, ingegneri figli di ingegneri, e Carlo dottore in legge. Dalla bibliografia "I 450 deputati del presente e i deputati dell'avvenire per una società di egregi uomini politici, letterati e giornalisti" stampato in Milano nel 1865 riportiamo: "Augusto Svanotti. Chi si fosse trovato per caso la mattina del 18 marzo 1848 sul canto della via di Milano dove abitava l'ingegnere Svanotti, onorevole deputato di Rho, l'avrebbe veduto mentre ancora non s'era udito alcun grido di battaglia, uscire armato di fucile a inaugurare il famoso movimento insurrezionale.". Altro ramo. Famiglia romana oriunda dalla Lombardia oggi estinta. Questa famiglia a dir dello storico Amayden era sicuramente comprese tra quelle raccolte nel Libro d'oro del Campidoglio. Dalla bibliografia documentata sui manoscritti Vaticani, può rilevarsi il numero relativamente esiguo delle memorie riguardanti le famiglie romane. Se si tralasciano le fonti sospette del Ceccarelli, del Fanusio e del Metallino, le cui favole furono in parte accettate dallo Iacovacci, ci rimane il repertorio vastissimo di quest'ultimo. Non esiste, infatti, un Nobiliario romano, ma si trova nell'Archivio Segreto della Santa Sede un importante volume dal titolo "Famiglie ascritte al libro d'oro del campidoglio". Il libro, purtroppo, è andato perduto a causa della malevola azione del tempo; ci rimane solamente l'elenco datoci da Benedetto XIV, nella sua costituzione "Urbem Roman" del gennaio 1746. Fu in base al medesimo che Pio IX, il 2 maggio 1853, ordinò la rinnovazione del "Libro d'Oro", a cura di una congregazione araldica capitolina. L'elenco delle famiglie ascritte al ?Libro d'Oro? conservato nell'Archivio Vaticano, é molto esteso poiché abbraccia anche le famiglie patrizie estinte da secoli. La famiglia ebbe nobiltà riconosciuta tra il 1600 e il 1700 anno in cui Teodoro Amayden eseguì le sue ricerche e compose "Ragguaglio di tutte le nobiltà delle famiglie antiche et moderne di Roma... et famiglie straniere". Fondo Vaticano n.7957.
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Escudo de la familia: Svanotti

Blasòn de la familia

D'oro, a cinque stelle d'azzurro, ordinate nella direzione di un capriolo rovesciato, accompagnate in capo da un crescente d'argento; col capo d'Angiò.
Vanotti di Bologna. Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.III, pag. 69, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.
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