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Origine del cognome Tedaldo, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Araldica della famiglia: Tedaldo
Corona nobiliare Tedaldo Tra l'opinioni, che corrono per la derivazione della nobile, ed antica famiglia, pare sia comunemente la più accettata, che ella venisse di Polonia in Italia, e che fermatasi a Fiesole, godesse quivi lungo tempo i primi onori di quella Città, e che distrutta poi si spargessero i Tedaldi per varie parti del Mondo, passando alcuni di loro in Spagna, de' quali Francesco, e Giovanni. Altri fermatisi nell'Umbria, edificassero il Castello, e la Badia Tedaldi, e di questi fu quel Cione di M Tedaldo detto da città di Castello, che fu Potestà della Repubblica Fiorentina nel 1322. come l'afferma Scipione Ammirati... Continua
il giovane nell'aggiunta dell'Istorie Fiorentine del Vecchio. Altri si distendessero per la Lombardia, e fondassero in Piacenza, come vuole il Crescenzi nella sua Corona della Nobiltà d'Italia la casa de' Tedaldi Marchesi di Bedonia, e di Lavagna. Altri finalmente se ne venissero in compagnia di molte nobilissime schiatte ad abitare Fiorenza, come narra Gio. ed in molti altri luoghi. Tutto questo è verissimo, ma più certamente, e con maggior fondamento possiamo noi asserire che tutta la famiglia T. discendesse da Fiesole, e forse assai prima di quello, e dal medesimo Fiesole essersi ella propagata ne' sopraddetti luoghi. Tutti i Tedaldi vollero essere ancora feudatarj della detta Badia di Fiorenza, per le tenute, e di Montelatico, e di S. Martino a Mensola, che perciò dall'anno 900. fino al 1300. si veggano pagare alla sopra dd. Badia per l'accennate tenute. Hanno posseduto Torri, e Case fortissime fuori, e dentro di Fiorenza poste tra S. Cecilia, e S. Pietro Scheraggio, che però furono, e dell'uno, e dell'altro popolo, i Tedaldini, con le Torri insieme, le quali furono poi vendute da Maffeo di Tado Tedaldi alla Signoria, e buttate dalla medesima a terra con quelle degli Uberti per fabricarne il Palazzo, ed ampliare la Piazza di quello, l'anno 1298. come si raccoglie dalle memorie di Iacopo di Pietro di Maffeo Tedaldi ridotte all'antico, in miglior forma dal sopracitato Senator Carlo Strozzi, e dalla medesima Cronichetta. Si viene ancora in cognizione, che la strada dove erano le Case, e Torri de' Tedaldi, andava da Calimara frammesse dove è oggi la Condotta, e per segno di ciò fino l'anno 1500. che viveva il sopraddetto Iacopo, si vedeva ancora una grossa pque di questa nobile famiglia de' Tedaldi, fu Rozo padre di quel Raginbaldo, che generò un'altro Rozo, e Raginbaldo Vescovo di Fiesole, che fece quella lauta donazione alla Chiesa di S. Martino a Mensola nel 1017.

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Stemma della famiglia: Tedaldo

Blasone della famiglia

Inquartato: nel primo e quarto d'oro a due bande di nero; nel secondo e terzo d'azzurro all'orso al naturale rampante.
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