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Origine del cognome Tilati, provenienza: Italia

Titolo: Conti - Marchesi - Nobili
Araldica della famiglia: Tilati
Corona nobiliare Tilati
Proveniente da Ome in provincia di Brescia, dove nel 1498 abitava un Gregorio, consigliere, la famiglia si stabilì in Brescia verso la metà del secolo XVII con Giulio, figlio di Gregorio sopra accennato. Giulio, che col commercio aveva largamente migliorata la posizione della famiglia, sposò la nobile Ersilia Zoni e ne ebbe Giacinto e Giuseppe; quest'ultimo, marito della nobile Lucrezia Prati, fu padre di Fortunato che sposò la nobile Dorotea Gigli da cui Giuseppe. Fortunato 2° nel 1734, dimostrando l'originarietà bresciana della sua famiglia e le antiche benemerenze, chiese ed ottenne di essere ammesso coi propri discendenti nel Consiglio Generale... Continua
della Nobiltà bresciana. da Fortunato 3°, figlio di Giuseppe, e da Giulia nob. Arici, sua moglie nacque un altro Giuseppe n. (1810, dec. 1873) che sposò Chiara Bertelli da cui, fra altri morti senza discendenza, ebbe un figlio Fortunato 4° (n. 1836, dec. 1867) il quale dalla moglie Adele Gialnisio ebbe Chiara (n. 1866) e Giuseppa (n. 1868), senza discendenza mascolina. Motto della famiglia: Sub umbra alarum tuarum. Altro ramo. Un Antonio ed un Francesco tennero la carica di giurato in Monte San Giuliano nel 1451-52; un Giovanni Antonio tenne la stessa carica nel 1388; un Diego fu capitano di giustizia in detta città nel 1645-46; un Desiderio vi tenne la carica di patrizio nel 1705-6; un Antonino fu giurato; un Giuseppe sposò Barbara Curatolo, figlia unica di Giovanni Curatolo Scuderi, marchese della Gran Torre, e ottenne maritali nomine il 21 giungo 1786 investitura di detto titolo, fu tesoriere di Monte San Giuliano, capitano di giustizia e patrizio; un Tommaso Desiderio, barone di Rocca di Giglio, fu giurato di Monte San Giuliano; un Alfonso vi tenne la stessa carica negli ani 17887-88, 1799-1800. La famiglia è iscritta nell'Elenco Ufficiale Nobile Italiano coi titoli di marchese della Gran Torre (mpr.), barone di Roca di Giglio (maschi). Altro ramo. Antica famiglia di Tassullo, cui fu riconosciuta l'antica nobiltà di San Vigilio nel 1710 dall'Imperatore Giuseppe I nella persona di Giuseppe-Antonio, il quale fu consigliere della Camera aulica ed elemosiniere segreto dell'Arciduca conte del Tirolo. Un vincenzo nel 1738 si ebbe da Carlo VI il titolo di barone, e Giovan-BAttista, I. R. Ciamberlano e deputato alla primarie cariche.

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Stemma della famiglia: Tilati

Blasone della famiglia

Gheronato d'oro e d'azzurro.
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