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Origine del cognome Tortesi, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Signori
Araldica della famiglia: Tortesi
Corona nobiliare Tortesi
La nobile antichissima famiglia è di Bergamo è probabilmente un ramo dei Torriani di Valsassina e di Milano. Da tempo immemorabile possiede palazzo e fondi in Roveri; ed in Bergamo possedeva le torri che vennero poi incorporate nel Convento di S. Benedetto quando la famiglia si trasferì in Città Alta nella contrada di S. Cassiano. Della famiglia furono iscritti nel Consiglio di Bergamo: Baldassarre, 1434; Nicola 1475; Giacomo 1626; e di quella dei Torriani Tortesi; Orazio Antonio 1730; Marco Antonio 1736; Scipione 1746; Giovan Battista, 1756; Filippo 1780. Filippo quondam Scipione ottenne il riconoscimento della nobiltà nel 1819 ed... Continua
è iscritto nell'Elenco del 1828. In quello del 1840 sono iscritti Scipione, Lodovico e Giuseppe Alfonso. La famiglia è iscritta genericamente nell'EIenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922, in persona dell'ult. ricon. Filippo qm. Scipione (1819). Altro ramo. La sua nobiltà che procedeva dal nobile Consiglio di Padova, cui era stata aggregata sino dal 1798, venne confermata con sovrana risoluzione del 1° Febbraio 1841. Altro ramo. Nel 1306 furono scacciati da Modena e furono esclusi dal ruolo delle nobili e potenti famiglie modenesi perché avversi agli Estensi. Giovanni e Battista erano tra i conservatori di Modena nel 1417. Il cavaliere Alberto fu consigliere segreto di Ercole I d'Este duca di Ferrara, e per esso ambasciatore alla Repubblica di Venezia. Questi fu padre di Giannandrea, poi Don Gregorio, cassinese, Cardinale e Vescovo di Urbino (dec. 1548). Il di lui fratello Giacomo, fu insigne legista, uditore nel 1539 della Camera Apostolica, commissario ed esattore apostolico, scrittore e abbreviatore delle Lettere Apostoliche. Fiorirono più tardi un Monsignor Tiburzio Vescovo di Modena ed il di lui fratello Monsignor Diofebo, il quale, essendo rimasto vedovo, si fece sacerdote e fu protonotario apostolico e prelato domestico. Nel di lui figlio, marchese Luigi, cav. di S. Stefano di Toscana ciamberlano e guardia nobile del Duca di Modena, si estinse questa famiglia nel 1864. I Tortesi furono nel 1614 infeudati di Rondinara, nella provincia di Reggio, con titolo marchionale in persona del conte Giovanni Tortesi, di già feudatario di Sandonnino e di San Romano. Altro ramo. Originaria di Bretagna, e trapiantata in Ferrara ebbe la siare del secolo XVI; Annibale consigliere ed intimo del duca Alfonso I. Altro ramo.
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Stemma della famiglia: Tortesi

Blasone della famiglia

D'azzurro, al leone illeopardito d'oro lingusto di rosso e troncato d'oro e d'argento.
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