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Origine del cognome Vevoto, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Araldica della famiglia: Vevoto
Corona nobiliare Vevoto
Le prime memorie di questa vetustissima famiglia ci provengono da un'antica pergamena fortunosamente rimasta illesa sino ai nostri giorni di cui ci informa il Montemerlo (St. di Tortona, 14) ed il Bottazzi (Antichità di Tortona, 319) e nella quale sono annoverate le famigie nobili, tra cui i D. viventi nell'anno 1140, in Tortona; non si hanno notizie sulla loro partecipazione o meno alla difesa della città durante l'assedio del Barbarossa nel 1155 e dove esulassero dopo la resa. Un Guglielmo appare come teste in atto del 25 maggio 1192 con cui i signori di Mongiardino, Belforte, Grondona, Montaldo, Arquata... Continua

e Montacuto si sottomettono al comune di Tortona; lo stesso il 26 agosto 1198 giura l'osservanza dei capitoli di pace proposti dai consoli di Pavia in merito alle divergenze insorte tra Genova e Tortona; nel 1200 è investito della carica consolare ed il 20 maggio sottoscrive col collega Alberto Della Chiesa la convenzione con cui i marchesi Malaspina si impegnano a difendere la Val Bordera, il castello di Mongiardino e mantenervi pace e sicurezza; nel medesimo anno i consoli di Tortona, tra cui naturalmente il nostro Guglielmo, ingiungono ai proprietari terrieri di predisporre precise segnalazioni ai confini dei rispettivi fondi; il 4 agosto 1202 depone nella causa tra il monastero di Rivalta e i Doglio condannati a restituire terreni usurpati a detto convento ed il 3 giugno 1207 delibera alla Credenza, di cui era membro, la cessione agli abati di S. Marziano e di S. Stefano nonchè ad un gruppo di privati la terza parte di un acquedotto per costruirvi mulini; un altro D., non meglio identificato è console nel 1245, anno in cui sono vietati i giochi d'azzardo e comminate pene severissime ai trasgressori. Nell'elenco delle famiglie nobili in Tortona l'anno 1293 e pubblicato poi a Milano nel 1503 dal senatore Agostino Guidobono, sono inclusi i D.; nel 1302 erano pure presenti in Noceto di Vobbia; Guidobono D. è teste in atto del 15 marzo 1311 con cui il Capitano del popolo di Tortona condanna il podestà e molti proprietari terrieri di Castelnuvovo per non aver consegnate le biade di cui erano stati tassati il 19 aprile 1307; Leonardo D. e Anselmo Rati Opizzoni furono inviati a Pavia per partecipare ai ghibellini di detta città che gli estrinseci tortonesi ilstello colpita dal fulmine il 3 settembre 1609


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Stemma della famiglia: Vevoto

Blasone della famiglia

D'argento all'albero di verde terrazzato del medesimo.
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