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Herkunft des Familiennamens Pitale, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Nobili - Conti - Cavalieri - Patrizi - Marchesi - Baroni - Duchi
Heraldische Spur die Familie: Pitale
Krone des Adels Pitale Antichissima famiglia, le cui prime generazioni rimontano al sec. XII e che, con una non infondata ipotesi, si volle riallacciare ai San Pitale di Parma. Si suddivise, essa, in tre linee: quella dei Pitale, conti di Paglières; quella nobilitata nel 1598, e nella linea detta di Ceva San Pitale, per la signoria che aveva sia sui feudi di Ceva, sia sul fondo di S. Antonio del Baliggio, denominato San Pitale. La seconda linea, la quale è estinta nei maschi, è stata rappresentata da Eulalia (n. La Morra, 29 luglio 1884) e da Maria (n. Torino, 21 dicembre 1888), figlie del nobile Pio e di Luisa Falletti di Rodello. La terza linea, la quale era stata infeudata di San Pitale il 14 settembre 1751, e investita il 25 settembre successivo col titolo comitale in persona di Luigi Antonio, di Guido, ebbe termine con Carlo Federico, di Carlo Federico Vittorio, che morì... Fortsetzung folgta Nizza il 13 giugno 1835. La presente linea, che conta notevoli personaggi, e fra gli altri Antonio, di Vianino, che ottenne, nel 1533, il diploma di conte palatino, ebbe, in persona del cavaliere mauriziano Luigi Antonio (n. Cuneo, 8 gennaio 1685), di Francesco Antonio e di Rosalia, del marchese Luigi di Ceva, l'infeudazione di Paglières il 13 febbraio 1722, di cui fu investito col titolo comitale il 23 successivo marzo ed il 23 agosto 1731. Luigi Antonio sposò in prime nozze Barbara Vittoria Acceglio e fu suo figlio Alessio (n. Cuneo, 25 settembre 1709; deced. 28 ottobre 1774), che fu investito il 20 maggio 1747. Figlio di costui e di Angela Vittoria Pascale di Nucetto fu Giuseppe di Ferdinando (n. Cuneo 21 marzo 1785; deced. Torino 12 febbraio 1863). Dalle seconde nozze di costui con Carlotta San Martino di Strambino nacquero: Camillo (n. a Torino 25 agosto 1845; deced. Cuneo 6 novembre 1895) ed Alessio (n. Torino 29 febbraio 1852), che dalla sua consorte Eufrasia Piossasco d'Airasca ebbe per figlia Maria Anna. La famiglia è iscritta nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano col titolo di conte di Paglières (mpr.), in persona di Camillo deced., di Ferdinando, di Giuspepe. Fratello: Alessio. Motto della famiglia: La fin fait tout. Arme. Banda di oro bordata di rosso su argento. Altro ramo. Antichissimo casato di Manfredonia, al quale appartenne quell'Antonino, che, nel 1490, prese dimora a Trani, avendo preso per moglie una signora di casa Rocca, sorella di Luca Rocca, nobile del Seggio di San Marco. Il casato passò definitivamente in Trani e fu ascritto, nel 1637, al Sedile dell'Arcivescovado, ed in seguito nel 1706 al Sedile di Portanova. La famiglia venne ascritta al Registro delle Piazze Chiuse e riconosciuta nobile di Trani con D. M. del 28 luglio 1895. Arme. D'azzurro alla fascia d'oro accompagnata in capo da una mezzaluna d'argento, in punta da uno scaglione d'oro. Altro ramo. Antica ed illustre famiglia di Cava dei Tirreni, propagatasi in Napoli, Sessa e Nola, la quale fu decorata del titolo di marchese, con riconoscimento del 14 settembre 1782, fu ricevuta nel S. M. O. di Malta in persona del cavaliere Gaetano, nell'anno 1782 e che passò in Convento, nel 1797, con il cavaliere Raffaele Maria, nel 1788 con Alessandro e, nel 1789, con Gaetano. Il ramo dei duchi di Tortora, il cui ultimo rappresentante fu Francesco Nicola, si estinse nella famiglia Del Giudice, per il matrimonio di donna Antonia Vitale, duchessa di Tortora, col predicato di Trecchina con Vincenzo Del Giudice nel XIX secolo. Il casato venne riconosciuto di "nobiltà generosa", per l'ammissione nella Compagnia delle Regie Guardie del Corpo, nel 1843, dalla Commissione per i Titoli di Nobiltà, in persona di Luigi, in seguito capitano del "3° Reggimento Lancieri della Guardia Reale", che prese parte alla difesa del Regno dall'invasione piemontese, nella campagna del 1860/61; il casato, poi, fu ammesso di nuovo nella Compagnia delle Regie Guardie del Corpo nel 1851. Arme. D'oro alla banda d'azzurro accompagnata a destra da un'aquila bicipite di nero
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Familien-Wappen: Pitale

Blasonierung die Familie

D'oro alla banda d'azzurro accompagnata a destra da un'aquila bicipite di nero e a sinistra da un destrocherio movente movente dalla banda, vestito di armellino, indicate con la mano di carnagione tre stelle di 6 raggi di rosso, ordinate in fascia nel capo.
Vitale della Campania. Fonte: "Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana di V. SPRETI" .
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