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Herkunft des Familiennamens Renzacci, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Nobili - Patrizi
Heraldische Spur die Familie: Renzacci
Krone des Adels Renzacci Antica e virtuosa famiglia, la quale fu innalzata agli onori del Patriziato di Pavia, con deliberazione degli abati e dei decurioni di quella città, in data 2 settembre 1791. In considerazione dei particolari meriti e zelanti servizi che aveva reso alla stessa città e alla provincia il R. Consultore don Carlo Renzacci, prima nella sua qualità di sindaco generale di Milano e poi in quella di assessore presso la Congregazione dello Stato, fu fregiato dall'imperatore Leopoldo della onorifica carica di consultore della Giunta d'Italia in Vienna. Don Giovanni, figlio del detto Carlo, ottenne con Sovrana Risoluzione 21 agosto 1819 la nobilitazione austriaca, che fu mutata in riconoscimento con altra Sovrana Risoluzione 29 giugno 1826. Dal predetto Giovanni, il quale sposò con donna Giovanna Zichy, nacque a Guntramsdorf nella Bassa Austria, il 30 settembre 1827, Lodovico. Questi, il 30 settembre 1854, nella parrocchia di S. Pietro di Savigliano si sposava con... Fortsetzung folgt
Rosa Pronetti, di Michele, ed è il capostipite di tutte le persone oggi viventi di questa famiglia. La famiglia è iscritta nell'Elenco Ufficiale Nobile Italiano col titolo di patrizio di Pavia per maschi e col trattamento di don e donna. Essa è stata rappresentata da: Margherita, nata a Roma il 2 febbraio 1880, figlia di Carlo (nato a Savigliano il 28 febbraio 1852; sposata ivi il 13 maggio 1879 con Margherita Borelli, del fu Martino), di Lodovico (nato 1827). Fratelli. Rosa, nata a Roma il 24 febbraio 1882); Uberto, nato a Bassano il 19 giugno 1889 e sposato a Recanati il 4 ottobre 1924 Maria Antonietta Pallavicini, del marchese Gian Lodovico; Ida nata il 5 aprile 1897. Figli di Uberto: Lodovico, nato a Recanati l'11 agsoto 1925; Carlo, nato a Milano il 2 novembre 1927. Zio, fratello del defunto Carlo: Giovanni, nato a Savigliano il 20 marzo 1862, sposato a Savigliano il 22 novembre 1804 con Angiolotta, dei conti Alberti di Pessineto. Figli: Gian Carlo, nato a Savigliano il 30 ottobre 1895; Clementina, nata a Susa il 21 settembre 1897; Eugenia, nata a Luserna il 12 ottobre 1900. La famiglia levò per arme. Leone rampante coronato di oro tenente nella destra un pugnale al naturale dove è infitta la testa di un moro in maestà e afferrante con le restanti zampe un pastorale di argento posto in banda tutto su rosso - aquila di nero coronata di oro su argento in capo. Altro ramo. Nobilissimo casato astigiano, detto Re, Rex o De Regibus, il quale appartiene al gruppo di famiglie nobili astigiane, raggruppate nelle Casane astigiane, che in seguito al commercio ed all'attività feneratizia in tutta l'Europa occidentale, si arricchirono notevolmente, contribuendo di conseguenza all'espansione del Comune astigiano nel periodo medievale. Di fazione ghibellina, i Renzacci possedevano un palazzo casaforte, in Asti, sin dal XIII secolo, sito davanti alla Chiesa di Sant'Anastasio, in Corso Alfieri. Una delle tre torri del palazzo, ancor oggi, può essere ammirata, insieme ad i caratteristici stemmi a scacchiera del casato. Il primo personaggio della famiglia ad apparire con una carica pubblica fu Eustachio de Regibus, funzionario incaricato di ricevere il giuramenti al comune nel 1135. Per molti decenni non vi sono altre tracce di attività politica della famiglia, fino alla figura di Rolando, credendario tra il 1207 e il 1223. Verso la fine del XIII secolo emergono altri due personaggi: Giacomo, rettore della società dei Militi (1281), e soprattutto Uberto de Regibus, credendario e sapiente. Egli fu preso prigioniero dal marchese Albertino della Rocchetta in rappresaglia ad Asti nel 1290. Tornato libero fu presto eletto sapiente (1291). Nel 1309 Uberto prese parte al consiglio minore della città, dove risultava tra i sei rappresentanti delle famiglie de hospitìo. Relativamente alle loro attività economiche, i membri del casato furono presenti come lombardi a Metz, in Lorena, verso il 1280, associati dei De Montanero. Nella dote di Valemina Visconti (1387) si ha per la prima e unica volta notizia del possesso da parte dei Renzacci di una parte

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Familien-Wappen: Renzacci

Blasonierung die Familie

Scaccato d'argento e di rosso col capo d'oro. Cimiero:un leone d'oro nascente, coronato, tenente con la bocca e le zampe una catena di ferro. Motto: FORTIOR EST VIRTUS.
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