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Herkunft des Familiennamens Emassimo, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Principi
Heraldik die Familie: Emassimo
Krone des Adels Emassimo Famiglia principesca romana considerata la più antica d'Europa, che secondo una secolare tradizione discenderebbe dalla famiglia patrizia dei Fabi, la quale con Quinto Fabio Rulliano, avo del Cunctator, aggiunse per senato consulto della repubblica romana il cognome di Massimo; codesta gens è, sopratutto, nota nella storia di Roma per il combattimento di Cremera dell'anno 275, come per la vittoria che Quintus Fabius Cunctator riportò su Annibale. Una lapide del 1012 nella chiesa dei SS. Bonifazio e Alessio sull'Aventino, ricorda un Leone Massimo quale discendente da illustre stirpe di condottieri. Il veronese Panvinio nel 1556 nella sua storia "De gens Maxima"... Fortsetzung folgt

documenta la tradizione della discendenza dei Massimo della gens Fabia. Vuolsi anche che a questa famiglia abbiano appartenuto due Papi, divenuti poi santi, Anastasio I e Pasquale I. Nel medioevo e nell'epoca moderna la famiglia s'illustrò per pubblici offici, feudi e cospicui matrimoni; molti Massimo furono giudici, governatori, gonfalonieri, capitani, letterati, dottori, vescovi, cardinali, ecc.; i feudi più notevoli avuti dai Massimo furono quelli di S.Vito, Ciciliano, Genzano, Montefortino, Patrica, Pisognano, Pistergo, Prossedi, Roccamassimi, Roccasecca, Torrita, Arsoli, Intrafiumara, ecc.; la famiglia contrasse nobili parentele nei secoli passati e più ancora nell'ultimo secolo con matrimoni con principesse di famiglie regnanti. Nel ramo primogenito: Massimiliano sposò (1798) la principessa Cristina di Sassonia; Vittorio, suo figlio, sposò (1827) la principessa Gabriella di Savoia; Carlo Alberto, figlio del precedente, sposò (1860) la principessa Francesca Campofranco, figlia di Carolina di Borbone, duchessa di Berry; Fabrizio, figlio del precedente, sposò (1897) la principessa Beatrice di Borbone, figlia di Don Carlos, pretendente al trono di Spagna. Dei Massimo sono in particolare da ricordarsi i seguenti: Leone, che in un documento del 999 è detto "nobilis vir", e giudice; Benone, che in un documento del 1028 è menzionato con la qualifica di "Magnificus"; Massimo, che nel 1212 è inviato da Innocenzo III quale legato apostolico all'imperatore d'oriente; Alessandro, che già nel 1257 era signore di S.Vito e di altri castelli; Pietro, che cooperò con Cola da Rienzo, preziosi sono oggi gli incunaboli che al colophon recano la menzione: "in aedibus de Maximis justa Campum Flore" e "in domo Petri de Maximo", da Corrado Schweinheim e Arnoldo Pannarzt, allievi di Guttenberg (la prima tipografia in Italia era stata aperta dai medesimi nel 1464 a Subiaco), oppure anche la menzione di Francesco con il fratello Pietro (al presente una lapide sul palazzo istoriato, uno dei tre palazzi della famiglia sulla piazza dei Massimi, ricorda il luogo nel quale fu aperta la tipografia).


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Familien-Wappen: Emassimo

Blasonierung die Familie

Inquartato: al primo e quarto d'azzurro alla colomba d'argento volante in banda; al secondo e terzo palato di rosso e d'oro; il tutto col capo d'oro, carico di un'aquila di nero.
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