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Origen del apellido Pavazza, país de origen: Italia

Nobleza: Conti - Nobili - Patrizi
Rastro heráldico de la familia: Pavazza
Corona de la nobleza Pavazza Dai rogiti e dagli Statuti della corporazione dei Marangoni (fabri lignarii) risulta che nei secoli XV e XVI parecchi individui della famiglia furono massari e maestri di quell'arte a cui vedonsi ascritti artisti di valore nell'intarsio e nella pittura come Niccolò dell'Abate, Bartolomeo Bonasia ed altri. Da Giacomo di Clemente, massaro appunto di quella corporazione (a 1503) e ricco di censo, nacque una figlia, Giovanna, la quale, maritatasi in seconde nozze con tale Lodovico Barbieri, trasfuse alla famiglia con la ricchezza il cognome paterno. Infatti, il figlio di essa, Gio. Giacomo, unì al cognome proprio quello materno che più tardi i nipoti assunsero definitivamente ad esclusione dell'altro. Questa nuova famiglia, nell'ultimo trentennio del secolo XVI, contrasse cospicue parentele che facilitarono la sua ascrizione al ceto conservatorio della città. Gio. Battista, di Gio. Giacomo, consigliere di giustizia, figura tra i conservatori nel 1621, 1626 e 1630 come da certificato della Comunità... Continuará

di Modena, in data 19 gennaio 1632, rilasciato al figlio di lui Deodato, anch'esso conservatore negli anni 1651 e 1653. Un fratello di Gio. Battista, Giulio, fu dottore in ambo le leggi, ducale fattore generale, soprintendente criminale dello Stato Estense (1659), auditore di Rota a Lucca (1663). Il dott. G. B. Pavazza, di Anton Maria, fuoruscito, venne condannato con sentenza della Commissione stataria militare Estense, approvata dal duca di Modena il 6 giugno 1833, alla pena di 20 anni di galera per esser intervenuto alla redazione ed aver sottoscritto la deliberazione dei cittadini modenesi (9 febbr, 1631) che proclamava la costituzione del governo rivoluzionario. Con la lettera del podestà di Modena, 8 gennaio 1836 il sig. Giulio Pavazza, canonico custode della cattedrale di Modena, il fratello di lui Erasmo, morto celibe, i nipoti rispettivi Lodovico e Giuseppe del fu Giovanni e loro discendenti in perpetuo, furono ascritti al Libro d'oro del Patriziato Modenese. La famiglia è rappresentata da: Giovanni Battista, di Lodovico, di Giovanni nato 2 marzo 1870. Fratelli: Giulia, nata il 1 febbraio 1859, vedova del conte Enrico Scribani Ross; Maria, nata il 18 giugno 1863, vedova Luigi Agazzotti; Ecole, nato 12 gennaio, 1866; Gino, nato 2 dicembre 1888, sposo il 16 aprile 1925 a Luisa Menabue; Giovanni di Giuseppe nato il 7 gennaio 1926.


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Escudo de la familia: Pavazza

Blasòn de la familia

Di rosso, alla banda d'argento, caricata da tre corni da caccia del campo.
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