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Origen del apellido Ranierino, país de origen: Italia

Nobleza: Conti
Rastro heráldico de la familia: Ranierino
Corona de la nobleza Ranierino Antica ed illustre famiglia di Perugia, che ha per capostipite Uberto, vissuto circa il 970 e che alcuni vollero discendessero dai marchesi di Monferrato mentre vari documenti proverebbero la sua origine sassone. Comunque i figli di Umberto ebbero dominio sulla terra di Fratta, oggi Umbertide, che nei documenti di quel tempo in altri posteriori appare sempre chiamata: "Fracta filiorum Uberti". Questa casata fra il XII e XIII secolo si divise in quattro rami, dei quali il primogenito restò in Perugia e gli altri si stabilirono a Orvieto, a Gubbio e a Ragusa in Dalmazia. Di questi il ramo di Orvieto e di Gubbio si estinsero e quello di Ragusa nel 1100 si trasferì a Venezia, dando origine all'illustre famiglia Renier, alla quale appartenne Paolo, penultimo doge di quella Repubblica. Restò superstite solo il ramo di Perugia e quello che si stabilì in Forlì, derivato forse da un medesimo stipite col... Continuará
ramo perugino, ha con questo il comune la gloria di aver dato i natali al grande pontefice Pasquale II e ai cardinali Vincenzo (1193) e Teodoro (1198), orvietani. Stipite del ramo perugino fu Glotto, o Glotario, di Monaldo, di Ugo, vivente nel XIII secolo e distinti coi titolo di marchese e di conte. Il marchese Ranieri, che era fiorito in Umbria circa il 1050, figlio di Ugo, di Uberto, secondo alcuni autori, resse il merchese di Toscana e morì monaco a Perugia in odore di santità. Ranieri, suo figlio, giudice, fu coevo ed amico di San Pier Damiani; Glotto, o Glotario, fu podestà di Perugia nel 1207. Fra i capitani illustri del ramo perugino sono rimasti Valerio, capo dei nobili perugini fuorusciti contro Ruggero, detto del Cane, eroico difensore di Venezia nel 1412 contro gli Ungari. Infinita è la serie degli illustri personaggi Ceccolino, capitano dei Guelfi nel 1306; Niccolò, generale dei Pisani nel 1359; Rodomonte, che combattè all'assedio di Pest nel 1542; Raniero, cavaliere alla Corte d'Avignone nel 1371; Francesco, capitano sotto il Piccino nel 1440; Tancredi nel 1610; Costantino, contro il Turco nel 1669; più prossimo a noi Ruggero, di Curzio, che sotto le insigne del grande napoleone fu ufficiale dei lancieri olandesi nel 1847, colonnello della guardia civica di Perugia. I Ranieri, oltre la signoria della Fratta, possedettero Schifanoia, Colognola, Valmarcolaescaia e Laviano, Cannara e le tre isole del Trasimeno, Beldiletto, Castel del Morro e Montalboldo, Monte Rubbiaglio, Pieve Compresseto e Poggio S. Ercolano, Mantignana Pomonte e numerosissimi altri feudi; le contee di Schifanoia, di Pacciano Vecchio e Villa Colgaruccia e quella di Civitella Ranieri, concessa da papa Martino V nel 1426, confermata poi da papa Paolo III nel 1544 e da Paolo V nel 1612, e quella di Monte Gualandro, di antico dominio dai Montemelini nel 1678.

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Escudo de la familia: Ranierino

Blasòn de la familia

D'azzurro alla banda d'argento, doppiomerlata di sei pezzi. Cimiero: un levriere nascente al naturale, collarinato d'oro portante la scritta: Comitum Civitellae.
Ranieri originari di Perugia. Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.II, pag. 400, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.
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