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Origen del apellido Rimboi, país de origen: Italia

Nobleza: Patrizi
Rastro heráldico de la familia: Rimboi
Corona de la nobleza Rimboi
Un'antica tradizione, concordemente accolta dai più autorevoli storici e genealogisti senesi, farebbe discendere questa famiglia da quella feudale dei conti di Sarteano e di Chianciano, che sullo scorcio del secolo XIII si diramò nelle due stirpi dei Manenti e dei R. Certo è che in autentici documenti orvietani si trova già nel 1216 menzione di un Rimbotto da Sarteano, che poi nel 1230 fu col fratello Bolgarello bandito nel capo da Orvieto come traditore di quel Comune per essersi dato ai Senesi, e quindi per lodo arbitrale 30 giugno 1235 del cardinal di Palestrina veniva con tutti i suoi congiunti reintegrato nell'avito possesso della terra di Chianciano. Lo stesso personaggio, insieme ai fratelli e ai due figli di un altro Rimbotto, vengono ricordati come appartenenti alla famiglia dei conti di Sarteano in un Breve 7 dicembre 1250 di papa Innocenzo IV. Dopo la seconda metà del secolo XIII un ramo... Continuará
dei Rimbotti fiorisce in Siena, dove ottiene l'ascrizione al "Monte dei Nove" e prende parte cospicua nella vita pubblica del Comune. A questo ramo senese appartennero: Balddassarre, di Vittorio, podestà di Ancona, di Ferrara, di Modena e Perugia, dalla Repubblica di Siena creato cavaliere a Spron d'Oro e da Eugenio IV (1443) senatore di Roma (defunto 1447); Bartolomeo, suo fratello, anch'esso cavaliere aurato, giureconsulto, di gran valore, che resse magistrature importantissime in varie città d'Italia, fu ascritto al Libro d'Oro dei Nobili di Venezia e da Pio II eletto senatore di Roma; e Baldassarre, di Scipione (1468-1515), condottiero famoso al soldo del Valentino, poi della Serenissima di Venezia, in servizio della quale morì valorosamente combattendo all'assedio di Brescia. Un altro ramo, da cui derivarono le linee attualmente superstiti della famiglia, si era trasferito nel secolo XIV a San Miniato, e discendenti da questo (nel richiedere la loro ascrizione alla Nobiltà Sanminiatese nel 1763) indicavano come loro capostipite un Geri, padre di quel Romeo che, nel 1268, cacciato in bando da Firenze come ghibellino, aveva cercato rifugio a San Miniato; discendente questa che, sulla base dell'autentica documentazione allora prodotta, era stata fin dal 1616 riconosciuta e sancita da una sentenza del Magistrato Supremo di Firenze. Da cotesto Romeo nacque Fucino,vestito della suprema carica civica di gonfaloniere nel febbraio del 1400, che ebbe tre figli: Antonio, Leonardo e Verdiano, entrambi questi due ultimi ricordati sotto l'anno 1439 nelle Riformagioni di S. Miniato.

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Escudo de la familia: Rimboi

Blasòn de la familia

Partito in banda; al 1° d'argento; al 2° di rosso al castello d'argento.
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