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Origen del apellido Turcomanni, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili
Rastro heráldico de la familia: Turcomanni
Corona de la nobleza Turcomanni
La famiglia come i Velluti, i Pitti e di Barberini, si dissero scesi a Firenze da Semifonte quando, nel 1202, l'antico castello fu raso al suolo dai fiorentini. Ma secondo le note del Passerini alla Marietta de'Ricci, questa famiglia sarebbe venuta a mancare nel secolo XIV, e non avrebbe alcuna comunanza con gli attuali che proverrebbero da San Martino a Gangalandi e solo nella seconda metà del cinquecento avrebbero ottenuto in Firenze l'ammissione alle cariche. Di questa famiglia si ricordano: Antonio, di Giovanni, che nel 1582 fondò una Commenda nell'Ordine di Santo Stefano, del quale vestì le divise di cavaliere; Giovanni, di Antonio, n. nel 1577 buon compositore di musica; Pierfrancesco, di Domenico , maggiordomo di don Ferrante Gonzaga e dei principi don Giovanni e don Antonio de' Medici, e governatore ed aio di S. Luigi Gonzaga. Con testamento 29 marzo 1709 Francesco, di Stefano R., lasciò eredi delle sostanze,... Continuará

del cognome e dello stemma i nipoti ex sorore Pellegrina, moglie del cav. Chiarissimo, del cav. Giovanni Turcomanni. Tali disposizioni testamentarie furono omologate con decreto del Magistrato Supremo del 12 agosto 1727. Con la morte di Francesco R. si spense una fam. che, pur non godendo di grande stato e di molte ricchezze, ebbe come patrimonio comune, e non in misura mediocre, le arti e le lettere. Tralasciando i minori basterà rammentare Cosimo noto pittore quattrocentesco, e Stefano, di Francesco, autore del celebre Sepoltuario fiorentino, terminato nel 1667. Gio. Antonio, dei cav. Chiarissimo, acquistò con i fratelli Stefano e Girolamo, nel 1750, il palazzo in Borgo SS. Apostoli, fatto costruire dai Borgherini su disegno di Baccio d'Agnolo e adornato di pitture da Jacopo da Pontorno, Andrea del Sarto, Francesco Ubertini e Francesco Brunacci: Benedetto da Rovezzano vi aveva costruito il magnifico camino di macigno, che oggi si ammira nel Museo Nazionale. Nell'attuazione della Legge del 1750 sulla nobiltà e cittadinanza in Toscana, i Turcomanni furono ascritti alla nobiltà fiorentina con decreto del 23 marzo 1751; e con successivo decreto del 26 agosto 1789 furono promossi alla classe dei patrizi. Dal predetto Gio. Antonio, del cavaliere Chiarissimo, nacquero: Francesco Maria e Vincenzo. Francesco Maria ebbe due figli: Giuseppe e Carlo.


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Escudo de la familia: Turcomanni

Blasòn de la familia

Partito: nel primo d'oro alla torre di rosso, uscente dalla punta dello scudo e sostenente un'aquila di nero; nel secondo d'azzurro allo scaglione sormontato da tre stelle di sei raggi male ordinate, il tutto d'oro, accompagnato in punta da una fiamma al naturale.
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