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Origen del apellido D' Adduzio, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili - Principi - Visconti - Signori
Rastro heráldico de la familia: D' Adduzio
Corona de la nobleza D' Adduzio Antico casato di Tortona, di chiara ed avita virtù, propagatosi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia. Il primo documento che riguarda la famiglia è la sentenza pronunciata 25 Settembre 1174 dai consoli di Tortona, trai quali un D' Adduzio, relativa ad una vertenza tra i Guidobono ed i Malvino per l'accesso ad una vigna di quest'ultimi (Carte Capit., I 92); nel 1195 il corpo consolare, di cui era membro Aiamerico D' Adduzio, per fronteggiare impegni indilazionabili impose un tributo sopra le some, e gl'inventari di ciascuna persona (Annali, I 330); lo stesso Aiamerico il 29 ottobre 1196 interviene alla sottomissione dei Signori di Mongiardino ai consoli tortonese (Chartarium, 45); il 7 luglio 1197 Guglielmo di ser D' Adduzio, credendario, delibera in merito ad un mutuo che il Comune di Tortona, contrae con Boccardo Porco di Pavia per estinguere un debito tuttora insoluto con il marchese Alberto Malaspina (id.,... Continuará

101); detto Gugliemo, credendario, il 26 agosto 1198 giura l'osservanza dei capitoli di pace proposti dai consoli di Pavia per dirimere le vertenze insorte tra Genova e Tortona (id., 109); il giorno dopo, 27 agosto, approva la cessione al comune di Genova di ogni diritto su Gavi e Parodi (id., 110); nuovamente console nel 1202, Aiamerico partecipa il 4 luglio alla definizione della causa vertente tra il monastero di Rivalta ed i Doglio condannati quest'ultimi a restituire terreni usurpati (Cartari di Rivalta, I, 34, II, 26); Guglielmo ed Aiamerico, consiglieri, il 30 marzo 1203 sanciscono la convenzione d'alleanza con Alessandria stipulata due giorni prima in quest'ultima città (Cartario Alessandrino, II, 62); eletto al seggio consolare Gugliemo interviene il 21 giugno 1203 alla stipulazione di patti con i milanesi relativi a pedaggi (Chartarium, 72). Amico D' Adduzio è teste in atto del 1 giugno 1207 con cui i Signori di Savignone prestano fedeltà al comune di Tortona (id. 63); Guglielmo e Aiamerico, credendari, appaiono in atto del 31 luglio 1210 nel quale Assalito di Mongiardino dichiara di sottomettersi al comune di Tortona (id., 33, 34); Enrico, consigliere, il 16 maggio 1224 giura di ossevare l'obbligo assunto da consoli di Tortona relativo al versamento di lire mille al martona stringe con quello di Pontecurone (Chartarium, 202); detto Enrico e Rainero, consiglieri, appaiono in atto del 26 novembre 1245 con cui il comune di Tortona vende a terzi beni in territorio di Novi. Altro ramo. Nobile famiglia piemontese, fregiata dei titoli di: visconti di Chialamberto e signori di Villarbasse, la quale levò per arme. D'argento a tre gigli d'oro cuciti, con il capo d'oro carico di un'aquila di nero, sostenuto di rosso. Altro ramo. Nobile famiglia di Cuneo, la quale levò per arme. Fascia di rosso su troncato di oro e di azzurro - aquila coronata di nero su oro - 3 gigli di oro posti in fascia su azzurro - 4 stelle (6 raggi) di oro poste su 3 bande di azzurro una sulla prima due sulla seconda e una sulla terza su oro - capo d'Impero. Altro ramo. Antico casato napoletano, detto Ambrosio o D'Ambrosio, il quale, con privilegio del 14 febbraio 1733, ottenne il titolo di principe, riconfermato con decretazione della Regio Camera della Sommaria il 31 marzo 1762, sopra il feudo di Marzano. Tra i vari possedimenti, appartenuti alla famiglia, vi fu il feudo di Rocca Monfina, in Terra di Lavoro. Gaetano, principe di Marzano, fu intestatario, nel 1781, nel Cedolario di Terra del Lavoro; Vincenzo, maggiore del "6° Reggimento Farnese", partecipò alla campagna del 1860, per la difesa del Regno delle Due Sicilie, e, distintosi nella difesa di Palermo il 27 maggio, venne decorato della Croce di Diritto di San Giorgio, da re Francesco II. Iscritta nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano, anno 1922, la famiglia levò per arme. D'azzurro ai due mezzi leoni d?oro linguati di rosso affrontanti un fascio di spighe al naturale sormontati da una stella d'oro, bordato d'argento caricata della scritta: "singula Coelo ex alto".


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Escudo de la familia: D' Adduzio

Blasòn de la familia

D'azzurro a leoni d'oro nascenti dalla punta, linguati di rosso, affrontati ad un fascio di 6 spighe di grano al naturale sormontate da una cometa d'oro posta in fascia, con la bordura d'argento caricata dalla scritta: Singula Coelo Ex Alto.
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