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Origen del apellido Allegra, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili - Baroni - Nobili dei Baroni
Variaciones apellido: Gallegra
Rastro heráldico de la familia: Allegra
Variaciones apellido: Gallegra
Corona de la nobleza Allegra La nobilissima famiglia Gallegra, oriunda da Polizzi Generosa, sul calar del secolo decimo settimo, si divese in vari rami. L'uno rimase in Polizzi, l'altro ramo dimora a Mistretta e l'altro ancora a Caccamo e successivamente a Termini Imprese. Di questi tre rami, solamente l'ultimo conservò l'originario cognome Gallegra, mentre gli altri due mutarono il cognome in Allegra: il ramo di Mistretta presumibilmente lo mutò alla metà del XIX secolo. Il ramo di Polizzi, con certezza, nella persona di Santo, nato nel 1845, bisnonno del recente rappresentante del ramo di Polizzi, iscritto nel registro delle nascite come figlio "domini Rosarii Paulini... Continuará
Gallegra" e ritrovato, successivamente, col cognome alterato in "Allegra", all'atto della nascita del figlio Rosario (1869). Ramo di Polizzi Generosa. Sin dal XIX secolo, nel ramo di Polizzi, si ricorda Rosario Paolino, che rimase vittima della rivolta del popolo contro gli aristocratici del paese nel 1860, perdendovi la vita. Rosario, di Santo, (1869 - 1931) fu musicista di valore e si dedicò alla trascrizione per banda delle più celebri arie e sinfonie d'opera. Gandolfo, altro figlio di Santo, combatté da Ufficiale di Cavalleria nella prima Guerra Mondiale; Santo, di Paolo, di Santo, (1915 - 2001) Ufficiale dei Bersaglieri durante la seconda Guerra Mondiale, occupò posti di prestigio nella neonata Amministrazione Regionale Siciliana. Ramo di Caccamo/Termini. Il primo personaggio a trasferirsi a Caccamo fu il "Patricius Politiensis" Gio. Batta, che vi morì nel 1748. Il di lui figlio, Filippo fu arciprete della Chiesa madre di Caccamo. La figlia di Giovan Battista, Suor Grazia Maria, Badessa, donò alla Chiesa di San Benedetto alla Badia un preziosissimo pavimento maiolicato nel quale è rappresentata una scena di tempesta. Carlo fu capitano di giustizia di Termini nel 1740/1. Ramo di Mistretta. Sul calar del XVII secolo, un altro ramo della famiglia si trasferì a Mistretta, ove Michele, capitano di giustizia nel 1706/7, in data 23 maggio 1709, ottenne il titolo di barone di San Giuseppe. L'esponente di maggiore spicco di questo ramo fu il barone Alessanro di San Giuseppe, vissuto tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo. Il barone Giuseppe di San Giuseppe acquisì, a Palermo, dapprima il palazzo del marchese di Sambuca e successivamente due palazzi sul Cassaro che riunì in unico complesso con ingresso sulla Via del Parlamento, ove è ancora visibile lo stemma di famiglia se pur in condizioni pessime. Con decreto del 1926, al casato venne riconosciuto il titolo di "nobile dei Baroni di San Giuseppe", in persona di Giacinto, titolo trasmissibile in linea maschile e femminile. A questo ramo appartenne quell'Antonino, residente in Genova, uomo politico di destra, dottore in legge, cavaliere Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia, decorato medaglia d'argento e di bronzo al valor militare, due medaglie d'argento al valor civile, volontario guerra 1915/18, decorato croce di guerra, maggiore commissario del Ruolo Speciale d'Onore del Regio Esercito, seniore della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.), decorato della medaglia della Marcia su Roma del "28 ottobre 1922", giudice del Tribunale di Genova, presidente della Federazione Provinciale Fascista di Genova, Console Onorario della Corte d’Appello, avvocato, pubblicista, vivente nella prima metà del XX secolo. I tre rami sono tuttora esistenti e dimorano in: Polizzi, Palermo, Termini Imerese e Pettineo - Mistretta. La famiglia levò per arme. Ramo di Polizzi: d'azzurro alla banda scaccata d'oro e di verde di due file, titolo e corona di nobile. Ramo di Caccamo/Termini Imerese: troncato d'azzurro con un filetto di nero, (sopra) alla torre d'oro aperta e finestrata di nero, (sotto) alla banda scaccata di due file d'oro e di verde. Alias. Troncato d'azzurro con un filetto di nero, sopra alla torre

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Escudo de la familia: Allegra
Variaciones apellido: Gallegra

Escudo de la familia Gallegra

1 Blasòn de la familia Gallegra

D’azzurro, alla banda scaccata d’oro e di verde di due file.

Blasone della famiglia Allegra o Gallegra della Sicilia. Fonte: "Nobiliario di Sicilia" di Antonio Mango di Casalgerardo (Palermo, A. Reber, 1912).

Escudo de la familia Allegra

2 Blasòn de la familia Allegra

D'azzurro, alla fascia d' oro, accompagnata in capo da tre rose dello stesso poste in fascia, e da un giglio d' argento nella punta.

Blasone della famiglia Allegra di palermo. Fonte bibliografica: "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.I, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

Escudo de la familia Allegra

3 Blasòn de la familia Allegra

D'oro, al leone di rosso tenente un mazzo di rose dello stesso e di fiori d'azzurro.

Blasone della famiglia Allegra o Gallegra della Sicilia. Fonte bibliografica: "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.I, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

Escudo de la familia Allegra

4 Blasòn de la familia Allegra

D’azzurro, alla fascia centrata d’oro, accompagnata in capo da tre rose d’oro situate in fascia, ed in punta da un giglio d’argento.

Blasone della famiglia Allegra di Palermo. Fonte: "Nobiliario di Sicilia" di Antonio Mango di Casalgerardo (Palermo, A. Reber, 1912).

Escudo de la familia Allegra

5 Blasòn de la familia Allegra

Inquartato; al 1° d'argento al gallo al naturale accompagnato in capo da tre stelle d'oro ordinate in fascia, al 2° d'azzurro al braccio armato al naturale movente dalla partizione impugnante una spada posta in banda, al 3° d'azzurro alla fascia convessa troncata di rosso e di verde, sormontata da una stella ad otto punte d'oro, al 4° d'argento alla torre merlata di cinque pezzi al naturale. Titolo e corona di Barone. In relazione alla “brisura” del blasone non essendoci riferimenti ai metalli né tanto meno agli smalti è stata ricostruita secondo le regole araldiche.

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