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Origen del apellido Denucci, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili - Patrizi - Cavalieri
Rastro heráldico de la familia: Denucci
Corona de la nobleza Denucci Antichissimo casato toscano, di chiara ed avita nobiltà, con residenza in Firenze, ove fu dei Gonfaloni Santa Maria Novella e Lion rosso, Volterra, Pescia Fabriano, Fano e Gubbio. Ovunque si distinse per le gesta dei suoi uomini preclari per le virtù civili, militari e religiose: Dino tenne il priorato di Volterra nel 1370; Girolamo, della linea di Gubbio, fu governatore di Imola, Giudice Rotale di Firenze, Commissario Pontificio in Ancona, Prelato della Curia Romana ed Ambasciatore per Francesco Maria della Rovere a Vienna e Venezia. La Casata fu, inoltre, ascritta alla nobiltà di Gubbio e di Pescia nonché al Patriziato di Roma. In Pescia, Nuccio, di Bartolomeo, di Giovanni, di Bartolomeo, fondò, nel 1638, una commenda di suo patronato nell'Ordine di S. Stefano e ne vestì l'abito. Successivamente vi furono ammessi anche i figli, ovvero Bartolomeo e Antonio, ed il figlio di quest'ultimo, Orazio. Pierfrancesco fu Rettore Magnifico nel 1597.... ContinuaráIl predetto Orazio, di Antonio, di Bartolomeo, ottenne, nel 1771, l'ammissione alla Nobiltà e nel 1796, al Patriziato di Firenze. Sono iscritti nell'Elenco Ufficiale Italiano del 1922 i seguenti rami: I° col titolo di Nobile di Pescia i discendenti da Giovanni ed Antonio, di Bartolomeo, di Orazio; II° coi i titoli di Nobile, Patrizio di Firenze (m.), discendenti da Orazio, di Antonio. La famiglia levò per arme. D'azzurro, al leone d'oro e alla stella dello stesso, uscente dal dorso del leone. Idem; con il capo di Santo Stefano. Alias. D'azzurro, al leone d'oro caricato di una stella a otto punte del campo. Alias. D'azzurro, al grifone sormontato da quattro stelle a sei punte ordinate in capo, il tutto d'oro. Altro ramo. Famiglia di Orte, nobilitata da Ferdinando Nuzzi, nato il 10 settembre 1645. Fece i suoi studi a Roma e divenne un rinomato giureconsulto. Innocenzo XI lo nominò Commissario della Camera Apostolica e canonico di San Pietro. Innocenzo XII lo fece tesoriere della Rev. Camera Apostolica, segretario del Concilio ed assessore del Santo Uffizio. Ciò non gli impediva di coltivare le scienze e le lettere e la sua casa era il ritrovo della Roma intellettuale, Clemente XI gli diede il vescovato di Orvieto e lo creò cardinale nel 1715. Morì ad Orvieto due anni dopo e in quella cattedrale si vede il mausoleo che gli fece il nipote Gian Pietro, quegli appunto che ottenne la nobiltà romana e fu compreso nella Bolla benedettina. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.
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Escudo de la familia: Denucci

Blasòn de la familia

D'azzurro, al leone d'oro e alla stella dello stesso, uscente dal dorso del leone, con il capo di Santo Stefano.
Blasone della famiglia Nucci (di) da Pescia e Firenze, Santa Maria Novella, Lion rosso. Fonte: "Raccolta Ceramelli Papiani" custodita presso l'archivio di stato di Firenze, fasc. 3442.
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