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Origen del apellido Di Bruno, país de origen: Italia

Nobleza: Baroni - Conti - Marchesi - Nobili
Heráldica de la familia: Di Bruno
Corona de la nobleza Di Bruno Antica famiglia fiorentina che, al dir del Mugnos, fu trapiantata in Sicilia dai fratelli Giovanni e Pietro, sotto il reggimento di Manfredo I, ricevendo importantissime cariche dalla Casa Sveva, alla quale eran sempre stati devotissimi. Giovanni, d'altronde, fu eletto rettore del popolo nel 1282 e castellano di Palermo; Pietro ebbe la castellania di Salemi, la quale, da re Federico III, nel 1300, venne al di lui figlio Giovanni confermata, dopo esser stato, questi, il difensore della corona e della potente famiglia dei Palizzi. Da lui, discese un altro Pietro, il quale ebbe il feudo di Casba, nonchè la castellania ed... Continuará
il feudo di Canetici. Nel 1391 fu creato procuratore generale giurato e regio familiare, con privilegio di re Martino, per cui i suoi posteri goderono del medesimo titolo di regio cavaliere. La famiglia si sparse, successivamente, in Trapani e Salemi; nella prima per un Antonio, terzogenito di Giovanni, nella seconda per un Palmerio, figlio del suddetto Antonio. Tra gli altri membri che, maggiormente, illustrarono tal nobil casato, non possiamo tacere: un maestro Nicolò Bruno, da Piazza, nominato regio familiare con privilegio del 9 febbraio 1397; un Giovannotto, da Corleone, che venne pure nominato familiare regio a 23 ottobre 1400; un Andrea, giurato della città di Salemi, negli anni 1401-2 e 1420; un Giovanni, con la stessa carica negli anni 1420 e 1432-33; un Girolamo nel 1546-47; un Antonino nel 1564-65 e 1573-74; altro Antonino fu capitano di detta città nel 1633-34 e 1641-42; un Salvatore, capitano di Trapani 1501; un Andrea Giovanni secreto di Termini 1595; un Gregorio, regio segreto di Termini, che, con privilegio del 22 marzo 1621, ottenne per sé e suoi il titolo di Don; un Francesco Maria che, a 26 gennaio 1678, otteneva osservatoria della compra del titolo di marchese di S. Todaro, già appartenuto a Carlo Campolo, messinese ribelle, e con privilegio del 23 febbraio esecutoriato a 5 dicembre 1682 ottenne il titolo di marchese di Torralta; titolo passato poscia nella persona di Luigi, suo nipote, investito a 4 maggio 1696, barone di Saccolino, per investitura del 1674, che fu senatore di Trapani nel 1684-85; un Antonio Bruno e Palermo, barone di S. Giuseppe, senatore di Trapani 1705-6; un Michelangelo, giudice interino della Gran Corte Criminale del Regno 1792 e proprietario 1794. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.

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Escudo de la familia: Di Bruno

Blasòn de la familia

Partito, nel primo d'argento ad una sbarra di rosso accompagnata da tue teste di dama, una in capo ed una in punta, nel secondo troncato nel primo d'argento al leone rampante d'oro, nel secondo scaccato d'argento e di nero.
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