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Origen del apellido Dorando, país de origen: Italia

Nobleza: Marchesi - Nobili - Patrizi
Heráldica de la familia: Dorando
Corona de la nobleza Dorando
Da tre diverse località provengono i Morando: Levanto, Capriata e forse Piacenza. Antichissimo il nome: in atti del notaro Lanfranco del 18 agosto 1214 compare fra altri mercanti piacentini residenti in Genova Giacomo Morando. Così in contratto di compare e vendita, notaro Giberto da Nervi 5 sett. 1275, è menzionato Oberto Morando. All'11 febb. 1278 Lucchetto di Percivale Morando costituisce suo procuratore Giacomo Morando per riscontrare dal Comune di Genova la paga dovutagli per la guardia fatta al Castello di Montalto (not. Giovanni de Corsio). Tommaso Monrando di Levanto fu eletto nel 1346 dal doge Giovanni di Murta uno dei... Continuará
4 provveditori di guerra contro i fuoriusciti e i ribelli di Monaco (vedi Giustiziani). Nello stesso anno Giacomo è capitano di galee nell'armata di Simone Vignoso. Nel 1403 Castellano fatto primogenito dai Veneziani sul Mar Nero. nel 1502 Stefano (di Capriata) è Anziano, Commissario in Riviera di Levante, aderente agli Adorno è bandito da Genova. Nicolò (di capriata) è Anziano nel 1526 e 1527; nel 1528 fu ascritto nei Grillo, Pietro (di Capriata) e nel 1576 Raffaello, che non lasciava discendenza. Nel 1599 Cesare Morando passò In Piacenza per ragion di megozi con Guglielmo suo fratello, rimanendo così stabilite due case di commercio della famiglia, una in Genova e una a Piacenza. Egli fu dotato di facil vena poetica e stampò un volume di rime nel 1599 in Genova presso G. Pavoni; fu commemorato dell'Accademia degli industriosi. Ne ereditò le attitudini degli Industriosi. Ne ereditò le attitudini letterarie Bernardo figlio del fratello suo Guglielmo, che frequentò la corte ducale di Parma e di Piacenza, fu accademico Spiritoso, compose gran numero di odi, di epitalami, di balletti, di drammi, di poemetti latini; morì nel 1656 a 67 anni e fu seppellito nella Cappella di S. Bernardo da lui edificata nella chiesa di A. Vincenzo dei Padri Teatini. Il Crollalanza in Giornale Araldico anni 1881-82 riproduce un suo discorso sulla nobiltà, in cui dà ragguaglio pure sulla sua famiglia. Ottavio, paralizzato della membra, cercando conforto nella letteratura, pubblicò due volumi di epigrammi intitolati; " Lusuum poeticorum" dedicati il primo a suo padre Giovanni Battista, e il secondo al Conte Bernardo suo zio. Una copia scritta di sua mano esisnni Bernardo, gesuita.

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Escudo de la familia: Dorando

Blasòn de la familia

D'azzurro al leone d'oro tenente un gonfalone di rosso caricato di una croce bianca, svolazzante a sinistra e astato d'oro.
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