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Origen del apellido Dragonedi, país de origen: Italia

Nobleza: Baroni - Marchesi - Nobili - Principi
Heráldica de la familia: Dragonedi
Corona de la nobleza Dragonedi
La famiglia è oriunda da Viterbo e un Battista la trasportò a Roma nel 1475. Nei ricordi dei tempi andati si leggono alcune varianti di questo cognome, dovute alle solite cause della pronunzia dialettale e dal modo di interpretare nella scritturazione i cognomi. Nel 1498 Antonio era scrittore apostolico e nel 1530 Paolo era guardiano della nob. Compagnia del Salvatore. Nel 1622 un Antonio comprò il marchesato di Riofreddo, più tardi i membri della famiglia ereditarono il cognome della famiglia Biscia, marchesi di Roncignanello e di S. Agnese. Per l'eredità Gentili divennero conti di Ascrea e nel 1832 ebbero i... Continuará
titoli di principi di Mazzano e di Antuni. Sono patrizi coscritti romani, già considerati nella Bolla Urbem Roman. Il ramo cadetto dei membri di tale famiglia, ereditò i beni della famiglia Casali patrizia romana e per sostituzione ne assunse il nome e lo stemma. A questa appartenne il cardinale Giambattista. La famiglia è ascritta nell'Elenco Ufficiale in persona di Alfonso coi fratelli Giov. Battista, Maria, Cristina e Rodolfo cogli zii Francesco, Luigi e Giovanni coi titoli di principe (mpr); F.P.R. patrizio romano (mf); coscritto (mpr); principe di Mazzano (mpr); principe di Antuni (mpr); marchese di Castel Diruto (mpr); marchese di S. Agnese (mpr); conte di Ascrea (mpr); nobile di Camerino (mf); Il titolo di conte di Ascrea, per successione Gentili appartiene anche alla famiglia Vincenti. Altro ramo è rappresentato da: Luigi coi figli Clemente e Mario. E' iscritta nel Libro d'Oro coi titoli di patrizio romano (mf.); nobile dei principi (mf.); marchese di Rioffredo (m.). Altro ramo. Giorgio Dragonedi fu Codatario del Re Federico, dal quale ottenne la Castellania di Caccamo, e suo figlio Nicolò parimente dalla Regina Maria ebbe due grani sopra l'estrazione de' frumenti, che si facevano nel Gargator del Vallone d'Alcamo, e nelle Marine di Castellammare. Biagio fu maestro razionale del R. Patrimonio. Casimiro fu uno degli otto nobili del Podestà nel 1264, scrisse per ordine pubblico gli Annali dal 1266 al 1270; Andrea anziano nel 1319; Antonio nel 1370 e 1383; Agostino celebre giureconsulto fiorì verso il 1600, e fu lodato nelle Rime del Chiabrera; Giovan-Cristoforo, notaio, cooperò nel 1746 alla salute della patria.
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Escudo de la familia: Dragonedi

Blasòn de la familia

D'azzurro al drago d'oro.
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