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Origine del cognome Ragri, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Cavalieri
Traccia araldica della famiglia: Ragri
Corona nobiliare Ragri
Antica famiglia del bergamasco, di chiara ed antica virtù, detta Magro o Magri, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia. L'origine di tal cognominizzazione, al dir di illustri genealogisti, andrebbe ricercata nel nome medioevale "Magrus", derivato, a sua volta, da soprannomi originati da caratteristiche della corporatura di un, oggi ignoto, capostipite. In ogni modo, tal casato, verosimilmente, venne fregiato del cavalierato, in seguito ai fedeli servigi, prestati ai Visconti, di un Raimondo Ragri, milite sotto i vessilli del signore di Pesaro, Carlo Malatesta, al quale Filippo Maria Visconti, nel 1426, affidò il comando, per contrastare Venezia. Ma, d'altronde, la famiglia, sempre, riuscì a distinguersi, grazie agli elevati personaggi, a cui diede i natali. Tra questi, senza nulla levar al valore degli omessi, ricordiamo: Cav. Leonardo, dottore in "utroque jure", vivente in Bergamo, nel 1532; Luigi, dottore in Sacra Teologia, vivente in Bergamo, nel 1543; Domenico Ragri, pronotario... Continua
apostolico nel secolo decimo sesto, canonico di Viterbo e rettore dei catecumeni in Roma; Carlo Ragri, fratello del precedente, prefetto della Biblioteca Alessandrina ed autore di "Hierolexicon"; l'assai erudita padre Sebastiano Ragri, vivente nel secolo decimo settimo;il professor Egidio De Ragri, storico milanese nel secolo decimo nono. Altro ramo. Antica e nobile famiglia, originaria di Bologna. Tra i membri che, maggiormente, la illustrarono, ricordiamo: Giulio, notaio e saggista, vivente in Bologna, nel 1722; Antonio, teologo e filosofo, vivente in Bologna, nel 1731; Alberto, dottor di legge, vivente in Bologna, nel 1804. Arme del casato. Palato d'argento e d'azzurro, al capo del secondo caricato di 3 stelle (5) d'oro. Alias Spaccato; nel primo d'azzurro, al leone illeopardito d'oro; nel secondo di verde. Alias. D'oro, all'aquila bicipite di nero, coronata in ciascun testa del campo. La presenza dell'arma e del motto nella bibliografia documentata della famiglia Ragri ci conferma l'avita nobiltà raggiunta dalla casata. Motto della famiglia. Fortuna non mutat genus. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.

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Stemma della famiglia: Ragri

Blasone della famiglia

Palato d'argento e d'azzurro, al capo del secondo caricato di 3 stelle (5) d'oro. Motto. Fortuna non mutat genus.
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