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Origine del cognome Zezze, provenienza: Italia

Titolo: Baroni - Nobili dei Baroni
Traccia araldica della famiglia: Zezze
Corona nobiliare Zezze Antico ed assai nobile casato, oriundo di Barletta, con residenza in Napoli ed in Roma, propagatosi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia. Tal famiglia, sin dal 1771, ebbe il feudo di Zapponeta, l'odierna Manfredonia, sul quale ebbe riconosciuto il titolo baronale, con R.D. 22 marzo 1900. Michele Zezze (Napoli, 1780 - ivi, 1867) fu un insigne poeta e scrittore napoletano. Egli, infatti, compose numerose opere, specialmente per il celebre teatro San Carlino, alcune delle quali furono salvate dalla distruzione, per l'attenzione di Luigi Chiurazzi che riuscì ad acquistarle appena in tempo da un rigattiere. Tra le più conosciute, ricordiamo: "Nferte per lo Capodanno", pubblicate tra il 1837/46, "Poemetti vari", "Lo malato p'apprensione" (ispirato al "Malato Immaginario" di Moliere) e "La mmesca pesca". Un altro Michele Zezze, invece, fu distinto diplomatico del Regno di Napoli in Francia; Ferdinando, barone di Zapponeta, fu anche cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e... Continua

Lazzaro, vivente nella prima metà del XX secolo. Il ramo secondogenito, invece, in persona di Giuseppe, cavaliere della Corona d'Italia, decorato della croce di guerra della I guerra mondiale, del fu barone Francesco Paolo, con Regio Decreto 2 aprile 1925 e Regie Lettere Patenti 16 luglio 1925, ottenne il titolo trasmissibile di barone ed il riconoscimento del predicato di Campomarino. Lo stesso Giuseppe. A tal ramo appartenne il reverendissimo prelato S. E. Don Michele, vescovo e poi arcivescovo di Pozzuoli. La famiglia, la quale risulta iscritta nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana e nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano coi titoli di barone (mpr.), pred. di Campomarino (mf.) nobile dei baroni di Zapponeta (mf.), levò per arme. D'azzurro alla fascia convessa d'oro, accompagnata in capo, a destra dalla mezzaluna montante di argento (per spezzatura di linea); a sinistra dal sole, ed in punta a destra da una cometa posta in fascia, il tutto d'oro; la fascia caricata dei segni zodiacali dello scorpione e della bilancia di nero. Motto della famiglia. Iustus ex fide vivit. I cognomi di cotal risonanza, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.


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Stemma della famiglia: Zezze

Blasone della famiglia

D'azzurro alla fascia convessa d'oro, accompagnata in capo, a destra da un crescente montante d'argento (per spezzatura di linea); a sinistra da un sole, ed in punta (a destra) da una cometa posta in fascia, il tutto d'oro; la fascia caricata dei segni zodiacali dello scorpione e della bilancia di nero.
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