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Origine del cognome Efalcone, provenienza: Italia

Titolo: Baroni
Araldica della famiglia: Efalcone
Corona nobiliare Efalcone Famiglia siciliana assai antica e nobile originaria della Lombardia, di questa famiglia il Mugnos scrive nel suo Teatro genealogico delle Famiglie del Regno di Sicilia: "Gia nell'Idillio di Proserpina rapita si raguagliò l'ordine della famiglia, che cominciò d'Arnulso nipote di Desiderio Rè di Longobardi; e stimano fermamente gli antichi, che Hettore Efalcone sia stato colui, il quale, lasciando in Lombardia gli effetti paterni, se n'habbia venuto in Sicilia à servire Giorgio Maniace Esarco. Questi non solamente fù discendente del predetto Arnulso Principe Longobardo; mà anche cugino carnale di Pandolfo genero del Principe Guaimaro di Salerno, ed ambedue militarono à favor... Continua
del medesmo Principe: ciò l'accenna una Cronica manuscritta in Greco conservata nell'Abbadia di San Salvadore di Messina, scrivendo questo seguito nel 912 del Signore, il qual tempo, ò pur annovero, giudichiamo essere stato errore dell'autore di quella, ò qualche accidente, mentre Maniace Esarco di Sicilia fù ne' principij dell'anno 1000. Hor lasciando à dietro gli errori annalisti, che sono quasi inconsiderabili, si seguirà ad Hettore, il quale fermadosi in Sicilia fù progenitore di Pandolfo, Simone, Hettore, Thomaso, Alessandro, Giacomo, e Pietro; i quali cavalieri furono non puoco celebri nel mistier militare, allargandosi il grido loro non solamente in Sicilia, mà etiandio in Italia. Da Thomaso incominciò la famiglia in Sicilia; costui fù uno de' dodeci Capitani illustri d'Italia del suo tempo, e progenitor parimente di molti cavalieri; fra' quali Alessandro, che sotto l'Imperator Federico II lasciò meraviglioso grido militare, dal quale pervennero Federico, Artale, Pandolfo, e Giacomo, che fù padre di quel generoso Federico, che à singolar battaglie non poche gloriose vittorie acquistò, per lo qual valore fù oltre modo stimato dal Rè Pietro I, dal quale andò Capitan della Guardia in Catalogna; mà combattendo contra Francesi in favor del suo Rè, fù gravemente ferito, e scampando, si ricoverò in Villafranca, ove si morì nel 1286: costui fù quello, che fece movere per forza l'armata maritima guidata dal Capitan Ruggier Lorìa, che s'induggiava nel Porto di Messina, à soccorrere il suo Rè. Pandolfo fù parimente di molto valore, e dotto nell'arte oratoria, havendo andato costui Ambasciator al Rè Giaime per i Siciliani, quando voleva renuntiar il Regno al Rè Carlo, sì dottamente orò, che fece meravigliar il Rè e' circostanti, facendolo astenere di quella volontà parimente in tutti i Tribunali". Degni di nota furono anche un Giovanni senatore di Messina nel 1403 e tale carica, in detta città, occuparono non pochi di questa famiglia. Un Antonio fu capitano di Milazzo nel 1403; un Michele, barone di Ramosuli, fu giurato di Siracusa nel 1527-28; un Lucio, barone di Carrubba, tenne la carica di capitano di detta città nel 1632-33. Nella mastra nobile del Mollica, infine, troviamo annotato (lista I, anno 1587) un Giovanni Falcone del fu Giovan Matteo. Non sappiamo se sia appartenuto a questa stessa famiglia quel Giovan Pietro Falcone, che fu giudice pretoriano in Palermo nel 1609-10.

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Stemma della famiglia: Efalcone

Blasone della famiglia

D'azzurro, alla fascia d'oro sormontata da un falco dello stesso.
Blasone tratto dal "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol. primo, pag. 387 compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1890.
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