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Origine del cognome Emaria, provenienza: Italia

Nobiltà: Marchesi
Traccia araldica della famiglia: Emaria
Corona nobiliare Emaria
Nota in Cefalù, Acireale, Palermo. Un Sigismondo con privilegio del 4 luglio 1508, ottenne il titolo di regio cavaliere; un Giacomo, da Trapani, fu chiaro giureconsulto lodato dal Mongitore (Bibl. Sic. vol. I, pag. 301: "Drepanitanus jureconsultus doctissimus, ac primarium causarum patrones. Floruit anno 1650. Multa in jure scripsit at solum extant: Allegationes apud Paulum Peramuntum in conflictu jure consultorum". (Panormi typis Agustini Bsii 1671 in fol.); un Antonio, palermitano, fu filosofo e medico illustre e di lui lo stesso mongitore (Bibl. Sic. vol. I, pag. 69) scrisse: "Panormitanus Philosophiae et Medicinae doctor eximius. Panormi non sine laude medicinam fecit, ibique decessit 10 octobris 1672 et in Ecclesia S. Francisci Minorum Conventualium sepultus est. Huius extat; Epistola eruditissima de rebus botanicis ad Angelum Mariam Bonfante, in libro cui titulsu; Bizzarrie botaniche di alcuni semplicisti di Sicilia, pubblicate e dichiarate da Nicolò Gervasi. Neapoli, apud Novellum de Bonis, 1673, in... Continua
IV"; un Giuseppe acquistò i feudi di Alburquia e Capuano e Cavalieri e ne ebbe investitura a 10 settembre 1714, sposò Rosalia Giangallo, fondò in Gangi il Collegio di Maria 1759; un Carlo, di Giuseppe, fu cavaliere Costantiniano, proconservatore in Cefalù negli anni 1732, 1734, 1758, ebbe investitura di Alburquia e Capuano a 26 marzo 1764 e sposò Anna Ortolano, dei baroni di Bordonaro; un Alessandro, di Giuseppe, fu investito del feudo Terrati a 20 settembre 1737 e sposò Regina Gallegra e fu giurato di Cefalù nel 1767-68; un Francesco Antonio, di Giuseppe, dottore in leggi, investito del feudo Cavalieri a 27 settembre 1737, fu giudice pretoriano di Palermo nel 1751-52; del tribunale del Concistoro negli anni 1755-56-57, regio avvocato dei poveri del Regno, acquistò la baronia di Casalnuovo della quale fu investito a 5 giugno 1767 e morì senza figli; un Antonino, da Mazzarino, con privilegio del 26 aprile 1741, ottenne il titolo di barone del Pileri; un Vincenzo fu acatapano nobile di Acireale nel 1745-46 e tenne nella stessa città la carica di capitano di giustizia nel 1761-62; un Paolo, figlio di Giulio e di Maria Violante (la quale a 27 maggio 1746 fu investita di Bordonaro Sottano) ebbe dal nonno Andrea Violante Alliata donazione del feudo Alleri e investitura dei feudi di Alleri e Mustimacucco e di Bordonaro Sottano; un Ignazio Emaria e Gallegra, figlio di Alessandro, succedette allo zio Francesco Antonio nella baronia di Casalnuovo e ne fu investito a 4 luglio 1788 e sposò Maria Muzio; un Alessandro Emaria e Grassi fu acatapano nobile di Acireale nel 1799-1800; un Carlo Emaria e Gallo fu giurato di Cefalù nel 1801-2.

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Stemma della famiglia: Emaria

Blasone della famiglia

D'azzurro alla banda di rosso orlata sopra di argento, sotto cucita, accompagnato in capo da una cometa d'oro in fascia; e in punta dalla torre di due palchi fondata sul monte delineato in banda, uscente dall'angolo della punta: il tutto al naturale.
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