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Origine del cognome Pippino, provenienza: Italia

Titolo: Baroni - Conti
Traccia araldica della famiglia: Pippino
Corona nobiliare Pippino Di origine francese, fu trapiantata nel Napoletano da un Gualtieri consigliere e capitano di Carlo I d'Angiò, il quale stabilì la sua famiglia in Aquila. Ha posseduto le baronie di Accettaro, Altamura, Alveto, Andria, Balbano, Campoli, Castelgrande, Castromaldo, Ceccano, Cerignola, Cerzano, Gualdo, Maldo, Pascarola, Picerno, Radia, Repone, Roccagloriosa, Rodi, Rojaro, Sandonato d'Abruzzo, Sanlorenzo di Strada, Sansevero, Santagiusta, Santamaria in Arco, Santandrea, Senarica, Soplezzano, Solito, Torremaggiore, Tortobuomo, Trivento, Viggiano, Vignola e Zinco; le contee di Lucera, Minervino, Potenza, Troja e Vico; il marchesato di Casabona ed il principato di Bari. Tra i personaggi degni di nota ricordiamo: Giovanni, notaio pubblico. Dal Re Carlo I d'Angiò fu impiegato negli affari pecuniari delle Province di Bari, Otranto e Capitanata. Dal Re Carlo II d'Angiò ebbe l'incarico di scacciare da Lucera i Saraceni ed introdurvi i Cristiani. Si vuole che in Lucera avesse trovati molti tesori, dei quali si impadronì e ne comprò feudi.... Continua

Fu creato dal Re maestro Razionale della Regia Camera. Edificò in Napoli il Monastero di S. Pietro a Maiella che dotò, e la Chiesa di S. Caterina a Porta Capuana. Maritò due sue figliuole, l'una in Casa d'Aquino Castiglione, e l'altra in Casa Dinissiaco. Il suo figliuolo Nicolò fu Conte di Minervino e Signore di Altamura e sposò una figliuola di Nicolò d'Evoli. Questo Nicolò diede principio alla grandezza della sua famiglia. Altro ramo. Di modestissima origine, seppe elevarsi a nobile condizione mercè il favore dei più potenti principi che la resero degna di molti onori. Ha posseduto parecchie signorie con titoli nobiliari, e disputò il predominio di Barletta cola potente cass della Marra, colal quale in seguito contrasse alleanza. Un Giovanni nel 1299 fondò in Napoli la chiesa di San Pietro a Majella, fu maestro razionale della Gran Corte e, generale rinomatissimo, scacciò i saraceni da Lucera sotto Carlo II d'Angiò, il quale lo fregiò del titolo di conte con molti possedimenti.


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Stemma della famiglia: Pippino

Blasone della famiglia

D'argento, alla banda d'azzurro, caricata di tre conchiglie d'oro, accompagnate in capo dal lambello di tre pendenti di rosso.
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