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Origine del cognome Ravazzola, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Traccia araldica della famiglia: Ravazzola
Corona nobiliare Ravazzola Antica ed illustre famiglia, la quale fu iscritta al Consiglio Nobile di Vicenza anteriormente al 1556. Essa, inoltre, era aggregata anche al nobile Collegio dei Giudici e aveva sepolcro in San Lorenzo. La Nobiltà le è stata riconosciuta con S.R. Austriaca dell'8 luglio 1820 in persona di Giacomo, di Antonio, sposato, il 18 dicembre 1791, con la Contessa Maddalena Pajelli, e del figlio Antonio, n. il 21 luglio 1792. La famiglia è iscritta genericamente nell'Elenco Uff. Nob. Ital. del 1922, col titolo di Nobile (mf.) Nobiltà di Vicenza in persona dei discendenti dall'ultimo riconosciuto Vitaliano, di Antonio, nato il 21 luglio 1792, di Giacomo, del fu dott. Antonio e della nobil sig. Polissenza Cumana, nato nel 1754, unitosi in matrimonio, il 18 dicembre 1791, con la nobil sig. contessa Maddalena Paielli, morto il 10 aprile 1825. Altro ramo. Nobile famiglia, proveniente da Finale Ligure (Finalborgo), detta Ravazzola o Cavassola. Il... ContinuaFilelfo fece menzione di Nicolò, che nella guerra di Finale del 1448 si adoperò nel trattare la resa di quella cittadina ai Genovesi, i quali si avvalsero poi di lui nell'amministrazione del luogo; cosicché, rientrato il marchese Del Carretto con aiuti del Monferrato nel possesso del Finale, Nicolò dovette esulare nella vicina Varazze, dove si accasò e morì. Da lui nacque Giovanni, padre di Geronimo, il cui figlio Giovanni Antonio attuario civile del marchesato di Finale, durante la seconda e ultima guerra di Finale si rifugiò col marchese nel castello di Gavone, assediato e poi avuto dai Genovesi: morì esule in Pietra Ligure. Fu suo figliuolo il dotto giureconsulto Erasmo (n. 1554), podestà genovese di Sarzana, il quale, rientrato in grazia dello spodestato marchese del Finale, girò per lui molte corti di Europa e ne ebbe dono di terre (1587), che l'imperatore Rodolfo II gli confermò. Da lui, attraverso le generazioni di Giovan Battista, Erasmo, sindaco di Finalborgo e presidente della giunta del Marchesato, Giovan Battista, Giuseppe Domenico e Giovan Battista (n. 1765, dec. 1845) a cui fu espressamente concessa la nobiltà dal re Carlo Alberto il 1835 (31 gennaio), riconosciuta dal governo italiano il 1918 (2 gennaio), la discendenza pervenne ai fratelli Domenico Luigi e Pietro Leone. Dal primo nacque (1833) Giovan Battista (dec. 1875), padre dei viventi Domenico (n. 1864), che ha il figliuolo Giovan Battista e Giuseppe (n. 1870). Da Pietro Leone nacque (1840) il senatore Giovan Battista o Giannetto (dec. 1922) prefetto del Regno e ministro, del quale vivono i figli Roberto (n. 1884) e Pietro Carlo (n. 1879), padre di Giannetto e Nicola. La famiglia levò per arme. D'azzurro, troncato da un filetto di argento, il primo all'aquila al naturale, nascente della partizione sormontata da tre stelle di argento male ordinate, il secondo a due bande di oro (effigiato nella Cappella di S. Giacinto di giuspatronato della famiglia, in S. Caterina di Finalborgo). I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.
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Stemma della famiglia: Ravazzola

Blasone della famiglia

D'azzurro, troncato da un filetto di argento, il primo all'aquila al naturale, nascente della partizione sormontata da tre stelle d'argento male ordinate, il secondo a due bande di oro
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