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Origine del cognome Sabbadin, provenienza: Italia

Nobiltà: Nobili
Traccia araldica della famiglia: Sabbadin
Corona nobiliare Sabbadin Antica ed assai nobile famiglia bolognese, attestata nella storia sin dal secolo decimo secondo, conosciuta come Sabbadin o Sabbadini, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni italiane ed europee. Secondo quanto ci viene tramandato, suo capostipite fu un Calorio che, nel 1180, ottenne dall'Imperatore Federico I il titolo di Conte, per sé e per i suoi discendenti. Nel 1228, i membri di tal casata sono annoverati tra i Geremei popolani e giurarono la pace con l'opposta fazione. Aderirono poscia alla parte Maltraversa contraria ai Pepoli. Tancredino fu uno dei sapienti cui venne commesso indagare le cause dei tumulti cittadini nel 1323. Guido fu uno dei primari capitani delle milizie nonché uno dei congiurati che liberarono Bologna dal Legato pontificio nel 1329. A causa della loro autorità, i S. furono osteggiati dalle avverse fazioni e più volte ebbero a partire esili e confische. Queste vicende causarono la formazione di diverse... Continua

diramazioni che si stanziarono nel Friuli, in Toscana ed in altre parti ed il cognome originario assunse diverse variazioni. Nel 1795 il Magistrato sopra i Feudi riconobbe alla Casata il titolo comitale. Nel complessi, i membri della casata furono 153 volte degli anziani, dal 1293 al 1396 sostennero 14 ambascerie, e sette volte furono deputati a munire le fortezze e far preparativi di guerra. Un cospicuo ramo della famiglia, nel XIV secolo, si stabilì in Friuli. La nobiltà poi di cui è insignito procede dal Consiglio nobile di Udine, al quale fu ascritto nel 1527, e fu confermato nobile con sovrana risoluzione 22 novembre 1820. Da una analisi cromatica e simbolica dello stemma, possiamo, infine, ricavare alcune importanti informazioni sulle virtù associate a tal cognome. L'oro, il più nobile dei metalli, simboleggia il Sole. Tra le virtù spirituali, è ritenuto simbolo di fede, clemenza, temperanza, carità e giustizia. Tra le qualità mondane invece simboleggia felicità, amore, gaudio, nobiltà, splendore, gioia, sovranità. Il leone, con la sua reputazione di forza, di coraggio, di nobiltà, così conforme all'ideale medievale, veniva spesso utilizzato in araldica in quanto re degli emblemi blasonici; il capo d'Angiò, introdotto in Italia da Carlo d'Angiò, veniva concesso alla parte guelfa, a ricordo della vittoria su Manfredi ottenuta a Benevento nel 1266. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.


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Stemma della famiglia: Sabbadin

Stemma  della famiglia Sabbadini

1 Blasone della famiglia Sabbadini

D'oro, al leone di verde, col capo d'Angiò.

Blasone della famiglia Sabbadini dall'Emilia. Fonte bibliografica: "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.II, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888. Nelle regioni contigue si trovano altre forme cognominali dello stesso casato: Sabbadina o Sabbadin.

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